lunedì, 23 gennaio 2006, ore 17:14

Allora, sono in periodo esami, sto allenando la mia mente ad essere assente al mondano il più possibile, e credo ci stia riuscendo davvero bene. Vita sociale al minimo, il cibo è un vago ricordo, la sete è solo per farmi perdere tempo nell'eliminare i liquidi con una pisciata più tardi. Sono effettivamente accadute cose. Sono uscito con la mia coinquilina, e mentre lei si dispera alla ricerca di un maschio da attanagliare nella sua rete senza riuscirvi, a me è bastato andare ordinare al banco per cattare il barista che ci provava con me. Zero assoluto, non è periodo, sei moro, alto e ben piazzato coi muscoli? Non importa, non sono in vena, non ho voglia, sto in periodo esami. A parte questo... a lavoro uno dei capi mi tieni il muso e non so il perchè, poco importa se a causa di ciò che è accaduto tra me e Margot, 'sta cosa ha della discriminazione sessuale. Venerdì è venuto mio rfatello a trovarmi al lavoro e ho provato una sorta di malinconia, inoltre ho notato con disappunto il totale disinteressamento della cosa da parte dei capi. Intendo, quando si tratta di conoscenti e famigliari di Margot, tutti a saltare come cavallette, quando si tratta di me zero bolero. Vabbè, non ha molta importanza. Voglio tornare a Nordica, qui ho saccheggiato qualunque esperienze, ho esaurito i fondi di novità, le stesse persone e le relazioni si stanno ripetendo in un infinito di "già detto" "già fatto" "già provato". Cosa mi fa pensare che a Nordicasarà diverso? Perchè io sono cambiato e perchè lì ho davvero interesse a tornare, interesse al luogo, alle persone, al tipo di vita. Nient'altro da aggiungere. Stop.
Alucard82
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sabato, 14 gennaio 2006, ore 04:48

Ecco, ora è accaduto qualcosa. Lo so, sono le 4 del mattino passate, ma che ci volete fare se mi sono trovato a lavora in uno dei pochi bar aperti fino a quest'ora?
Qualche settimana fa dicevo che le cose con Margot si erano stabilizzate, ma è bastato aprire un attimo il Vaso di Pandora che ne sono usciti fuori molti mostri. Da giorni, se non da sempre, i capi, da quando Margot si è messa assieme al suo ragazzo, non hanno fatto che ripetere e sfinirmi le orecchie che lei è cambiata, che non si diverte più, etc. etc. Ovviamente io ho fatto orecchie da mercante, e non mi sono mai esposto più di tanto se non nel dire che non si usciva più assieme. Poi negli ultimi periodi io e lei ci siamo, in certo qual modo, ri-avvicinati, e chiedendomi se qualcuno avesse detto qualcosa mentre lei non c'era, io, da sempliciotto, le ho riferito le solite cose dette e stra-dette. Stavolta però lei è andata dai capi e, tra mille frecciatine, ha fatto capire che non le va che gli si dica dietro. E a quel punto... uno dei capi ha detto che neppure io sono stato da meno in quanto accuse... Quando me l'ha detto sono rimasto perplesso, emozione sostituita subito al nervosismo: volevo andare subito a chiarire la faccenda, a farmi dire dal capo cosa mai avessi detto! Margot mi ha fermato. E vabbuò... Finito lavoro ce ne siamo tornati a casa a piedi(ho deciso che non prenderò più alcun passaggio dai capi, ne facevo a meno prima, ne faccio tantomeno adesso). Abbiamo più o meno parlato.
Agli inizi le cose erano abbastanza tranquille, ci si è detti che ad un certo punto lei ha fatto qualche cambiamento nei miei confronti(tipo che non mi parlava più, non mi chiamava più, etc. etc.) e che visto il mio atteggiamento(ovvero di quello che se ne frega) ci ha messo una pietra sopra. Fino a qui tutto a posto. Io le dico che se ho fatto così è stato perchè tanto sapevo che quando è incazzata è inutile star lì a parlarne, e che tutto sommato, le cose andavano bene così, lei si dedica al suo ragazzo perchè lo vuole etc. etc. Di questo non ho nulla da recriminarle, d'altronde come potrei? Se lei ha deciso così, anche volendolo, di certo non potevo farle cambiare idea o atteggiamento. Intendo, vuoi uscire con me nel pomeriggio per poi scaricarmi alle nove di sera perchè ti devi vedere con lui, fai pure! Ma poi accadrà di certo che io non ci sarò più neppure per quelle volte che mi vorrai vedere nel pomeriggio, perchè tanto so già come va a finire: io me ne torno mesto al mio giaciglio a non fare un cazzo, mentre tu te ne stai beata e felice in compagnia di lui, magari andando a cena in qualche ristorante, facendoti pagare da bere, e poi concludendo la serata dolcemente nel letto, uno accanto all'altro a farsi carezze ed effusioni amorose. Benissimo, mi va bene. D'altronde se me ne lamentassi, sarei soltanto uno sfigato, perchè, voglio dire, dovrei essere proprio un uomo disperato se per fare qualcosa avessi bisogno di Margot accanto. Ma un uomo disperato non lo sono, nè tantomeno necessito di una persona particolare per andare fuori, bere, conoscere gente e fare quattro chiacchiere e risate. Oltretutto sono il tipo che dà sempre molte possibilità all'altro per rifarsi.
E così mi nego ad una serata con gente nuova, alcool aggratis e cibo favoloso per uscire con lei. E cosa accade? Ad un certo punto squilla il suo cellulare ed è il suo ragazzo... rimane incollata all'apparecchio per più di un ora, e non scherzo. Io lì, in mezzo alla strada, ad aspettare che lei finisse la telefonata. Molto simpatico, molto divertente. Ma andiamo avanti.
Le volte che la incontravo ricopriva d'insulti il suo ragazzo, io le facevo da spalla... e va bene una, due, tre, anche quattro volte, ma poi basta, soprattutto se il discorso è sempre il medesimo e lo stesso. Poi li vedi assieme e tutto come prima, felici, o almeno sembra, finchè uno dei due non compie un piccolissimo errore(tipo uno sguardo mancato, un saluto formale, etc. etc.) e da lì si ricomincia la solita solfa. E vabbè, so' cazzi sua! Ma di certo io non mi presto ad essere perennemente lo sfogo delle ire di una donna.
Dati questi preambuli credo nessuno si stupirebbe se io ho cominciato a "distaccarmi un pò"; che poi neanche tanto in realtà. Il distacco vero e proprio l'ho compiuto quando lei ha cominciato a dare segni d'insofferenza nei miei confronti, o forse dando l'impressione di avercela con me senza però dire niente. Io, per egoismo dice lei, per bonismo dico io, mi allontano, rendendo più facile a lei la scelta di compiere quel che più le aggrada nei confronti della nostra amicizia.
E arriviamo a questa notte, lei dice che è tutto a posto, che le cose sono andate in questa direzione, e a me sta bene, nessuna effettiva critica all'altra persona, semmai ai momenti diversi che si stanno vivendo, penso io. Ma ecco l'ombra del giudizio universale affacciarsi su di me. In pratica lei ha reputato che non mi sono comportato da amico nei suoi confronti, e che lo avesse notato da molto, molto, tempo dalle piccole cose, e che in base a ciò ha tirato le conclusioni sulla mia persona... dunque, lì ci sono rimasto un pò, perchè non credo di aver avuto un comportamento nei suoi confronti tale da far dire "che stronzo, non si comporta da amico", soprattutto se si mette in conto delle cose che ho fatto io per lei, partendo proprio da quelle "piccole cose" che a lei piacciono tanto: credo di essermi mosso sempre io da casa mia verso casa sua, e mai il contrario, anche dovesse esser stato per una cosa che non mi riguardava affatto, che avrebbe avuto più senso se a muoversi fosse stata lei, io prendevo le mie belle gambine e mi facevo i 15 minuti a piedi per arrivare sotto casa sua, portarle quel che le serviva e andarmene; a me sembra che io le abbia fatto i riassunti dei libri(per ben due volte) di esami di cui non me ne può sbattere una minchia; mi sembra pure di averle fatto il regalo di compleanno per il semplice fatto che lei avesse deciso così, che quest'anno i regali dovevano essere fatti, per poi cambiare idea nel momento in cui è arrivato il mio di compleanno. Mi sono forse mai lamentato? Ho addirittura detto "Margot non è mia amica"? o, "così non si dovrebbe comportare una amica vera"? L'ho mai detto? La risposta è, indovinate un pò, no!
Ed ora mi sento dire da lei(mi viene rinfacciato da lei) che io non mi sono comportato da amico.
Da lei che, quando era chiaro ed evidente pure ai sassi che stavo malissimo per la storia con Gemini, non ha fatto un cazzo, non ha mosso un dito, non mi è stata vicina neanche un pò; neppure quando al lavoro sono scappato in cucina perchè stavo per mettermi a piangere, dopo che il capo mi aveva chiesto come stavo mettendo il dito nella piaga apposta facendo allusioni, e io contrariato gli avevo risposto di smetterla perchè non era il caso: neppure il quella chiarissima situazione di mia personale sofferenza ha mosso un singolo muscolo per chiedermi come stavo!!!! Ed ora, lei mi viene a dire 'ste stronzate?!?!?! No, non ci siamo proprio Margot, non hai capito una cippa di me, forse io sono egoista(bhà! di certo in modo strano, o comunque non nel modo usuale del termine), però tu sei peccaminosamente superba! Vuoi riversare le tue rimostranze su di me, va benissimo, ma ti assicuro che ne ho molte di più io sul tuo conto!
Che nervooooo!!!!!
Alucard82
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venerdì, 13 gennaio 2006, ore 16:50

Non mi accade nulla.. o forse non me ne rendo conto... ah, già, dovrei studiare... forse... un giorno... non oggi... credo di dover andare al lavoro oggi... Comunque credo che sia dovuto anche alla mia indisponenza al mondo sociale, infatti è da notare che mi devo ancora prendere una giornata da dedicare totalmentr alla cura del corpo(taglio di peli qua e là,andare dal parrucca, etc. etc.). Uffi! La prossima volta che esco organizzo una mappa degli avvenimenti, così accadrà per forza qualcosa, qualcuno fa un giro di perlustrazione dei locali di BellaVista e mi indica in quali andare giusto per lustrarmi gli occhi e darmi l'impressione di star uscendo con un sacco di gente?
Alucard82
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martedì, 10 gennaio 2006, ore 09:06

E siamo definitivamente entrati nel 2006. Ieri ho lavorato per 11 ore filate, non ho fatto granché, ogni tanto sbevacchiavo sotto ordine dei capi: la mia figura di ingenuo e sprovveduto, magari pure timido, me la tengo stretta. La metafora della bomba che accumula e poi scoppia è la mia preferita, spiazza sempre e ottiene l’effetto sbalorditivo sperato. Per la serata mi hanno dato 120 euro che non potrò neanche toccare perché mi è arrivata l’ultima bolletta di Alice, sob! Anche oggi lavorerò, dalle 5 alle 4. Martedì dovrei tornare a Nordica per la cena-riunione della vecchia compagnia, richiesta per il prossimo matrimonio di una sua componente. Cavolo, sposarsi alla nostra età! Chissà se gli altri son cambiati? Da domani mi devo mettere d’impegno a finire gli appunti per Margot, non ho intenzione di trascinarmeli ancora per molto, spero di finirla anche prima di venerdì. E poi dovrò mettermi a pensare sul serio a che esami dare. Anche se sono indietro di un anno all’università, non ho sensi colpa, anche se questo ritardo forse potrebbe compromettere un andamento rilassato degli studi nella specializzazione. Mio padre mi ha avvertito che mi paga gli studi ancora per i prossimi tre anni, poi, causa pensionamento e quindi taglio di fondi, non mi sarà concesso altra proroga. Troverò un lavoro semi-serio? Vabbè, inutile parlare di ciò che avverrà.
Intanto per quest’anno ci sarà da affrontare il passaggio da Alice a Tiscali, poi gli ultimi esami e la tesi, sperando la patente e l’adattamento ad una nuova vita d’appartamento con Mulder e sua sorella. E questo nelle migliore prospettive, se tutto andrà secondo i progetti costruiti negli ultimi mesi. Mi sembrano tutti obiettivi fattibili, poi magari mi cade un macigno sulla testa e chissà che accade.
Ieri alla festa è arrivata Cloud portandosi appresso un amico, in una sola occhiata il mio radar ha fatto “ding!”, ma ho pure il vago sospetto che il ragazzo in questione non ne sia totalmente consapevole. Sia ben chiaro, non ho alcun interesse a riguardo, ma mi diverte fare questo genere di “scommesse”, guardare in giro e capire, seguendo movimenti del corpo e dello sguardo, quali tendenze una persona possa avere. Se poi, il ragazzo in questione, non ne è a conoscenza, mi diverte ancora di più. Ci sarebbe da domandarsi allora come faccio ad esserne così certo, ma il fatto è che più di un etichetta, io vedo la possibilità, che è cosa ben diversa. D’altronde come filosofo, è il mio stesso spirito ad essere incline alle possibilità, a vedere quindi “un po’ più in là”, anche quando le cose non sono già chiare e fatte: azzardo, provoco, faccio un salto invece che un passo. Rischi di caduta? Certo, ma è messa come premessa: è la possibilità…
Alucard82
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martedì, 10 gennaio 2006, ore 09:05

È proprio la fine del 2005! Wuoo! E alla sei io vado a lavorare! Dura la vita di uno studente semi-lavoratore. Oggi mi son svegliato due volte ricevendo una tripla dose di sogni. E indovinate un po’ cosa ho sognato? In tutte e tre le volte ho sognato Gemini, mi dovrei preoccupare? Il fatto è che ieri durante pausa cicca l’ho visto al bar di fronte, lui probabilmente ha cercato di nascondersi, girandomi le spalle e tirandosi su il cappuccio del maglione, ma purtroppo per lui non gli è proprio riuscito. Riconosco molto spesso le persone dalla sola postura, abilità che ho allenato molto data la mia miopia. A proposito dovrei andare a farmi una controllatina alla vista, così magari mi compro pure una nuova montatura.
Ieri io e Margot abbiamo ripreso a parlare tra noi normalmente, chissà se un giorno lontano ricominceremo ad uscire, chissà se io non troverò fastidioso il suo rapporto con il suo ragazzo, con cui ultimamente condivide ogni singolo momento della sua vita. E non voglio dire che mi dia fastidio lui, il fatto è che io i rapporti di coppia, soprattutto nel momento in cui non sono pigliato dalla magica follia dell’innamoramento, li vedo piuttosto con un occhio arcigno e cinico. Però forse sono cambiato, ma questo non lo saprò finché non sarò nella situazione.
Ah, stavo dimenticando dei sogni. Credo siano stati più un sollazzo prodotto dalla mia psiche più o meno inconscia, in quanto in tutt’e tre io avevo la parte melo drammatica della protagonista sofferente e ribelle, era come se si girasse una scena di un film d’altri tempi tipo “Via col vento”… erano divertenti^^ In uno gli ribadivo che mi doveva 150 euro, nell’altro cercavamo di fare una cosa strana con la lavastoviglie(tipo cambiare il colore di una roba tramite il suo lavaggio, che poi andava a finire che ero a farmi una doccia nella lavastoviglie, e non chiedetemi come) e c’erano pure le ragazze della Family. Poi tutto si concludeva con lui che mi chiedeva di uscire a fare un giro e io non sapevo che rispondere. Ricordo che c’erano pure i miei genitori, ma tipo che volevano rubarmi la scena invadendo il mio spazio facendo i super simpatici. Ah, ah, ah, che sogno assurdo. E quando mi sono svegliato non ero irrequieto o di malumore. Ora posso permettermi di pensare alla storia passata senza sconvolgimenti emotivi, il che è davvero positivo. Ma la cosa che più mi piace di questa mia nuova condizione è che, nonostante io non sia assolutamente intenzionato per ora a ributtarmi in una nuova esperienza amorosa, non abbia pensieri acidi sulle coppie o sui sentimenti amorosi, nessun compatimento o altezzosità o allergia nei confronti di chiunque abbia una storia. Forse ciò è coadiuvato dalle mie aspettative per il prossimo futuro, ovvero quello di finire ‘sti esami e andarmene da BellaVista. Qualcuno potrebbe pensare che sia uno “scappare”, che il mio ritorno a Nordica simboleggia più una soluzione di comodo, eppure, anche nel caso fosse così(la mia autocoscienza non arriva a tanto da spiegare ogni mia singola azione, desiderio, appetito) non credo sia riconducibile alle esperienze fatte, d’altronde lo spostarsi da questa città era già nei programmi da lunghissimo tempo. Il ritorno a Nordica mi è stato più che altro suggerito dal fatto che lì c’è la specializzazione che interessa a me, dalla convinzione che ora, nella mia città natale, ci sia un tutt’altro mondo che prima non avrei vissuto se non fosse stato per gli accadimenti che hanno coinvolto me e i miei amici. Rispetto a 4 anni fa, tutti noi(e intendo gli amici di vecchia data), abbiamo cambiato radicalmente i nostri modi di vivere. Mulder sta vivendo a NordicaCity con la sorella e ha superato l’ostacolo del fantasma del suo ex, o perlomeno ha trovato la forza di tirarsene fuori e darsi un’occasione per se stesso. Fievel è pienamente entrato nel mondo delle possibilità, del confusionario terreno emozionale di tutti i giorni, in cui poco è sicuro e i rapporti tra persone lo sono ancora meno. Io, bhà, mi avete letto finora, quindi non credo ci sia bisogno di un riassunto della mia condizione, anche perché in effetti è molto più difficile ripiegare il proprio sguardo su se stessi. Mi sento aperto al cambiamento, mantenendo però le mie contraddizioni(credo sia un modo anche per provocare una più netta sensazione di mutevolezza e cangiamento).

Propositi per l’anno nuovo: non assistere più all’invidia della gente o alla contrapposizione netta e feroce di scelte intraprese dalle persone a me vicine(e butto dentro anche me stesso).
Alucard82
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martedì, 10 gennaio 2006, ore 09:04

Non c’è altro da fare che scrivere. Questi giorni, prima di Capodanno, prima dei mesi d’esame, stanno passando con non troppa lentezza. Scivolano via, come si dice. Mi sveglio, preparo il caffè, lavo le stoviglie del giorno prima, bevo il caffè, mi metto davanti al portatile e solo dopo qualche ora vado a lavarmi. Studio, più che altro copio gli appunti per Margot, e verso le 4 mi preparo il pranzo e accendo la tv per guardarmi “Una Mamma per Amica”, poi di nuovo davanti al portatile a fare appunti. Ogni tanto penso a niente, ogni tanto al desiderio di finire in fretta questi ultimi sette o otto esami che mi mancano per tornare a casa  e riprendere una vita che avevo lasciato lì quasi 4 anni fa. Ogni tanto mi rendo conto che a farmi vivere non sono soltanto la mia unica presenza e la mia storia, ma anche(a volte soprattutto) la storia degli altri, di quelli che intrecciano nel tempo la loro vita con la mia. È strano. Quando ti ritiri dalle scene, sembra che il mondo stia in silenzio, immobile, come se stesse lì fuori ad aspettare qualche tuo movimento, qualche tua interazione con esso. Il cellulare e i suoi messaggi o chiamate, sembrano più un prodotto marginale, una toccata asettica di qualcuno, non vero, e distaccato dal senso reale delle cose. Proprio perché faccio in modo che non accada niente che mi disturbi o mi deconcentri da quello che dovrei fare, la mia mente si prende il lusso di vagare, d’indagare nelle profondità silenziose dei ricordi, sorteggiando a caso nei tasselli della mente, più facilmente cogliendo gli avvenimenti più freschi e rilevanti, o quelli che reputo tali. Quasi senza rendermene conto le mie idee svolazzano fino a cadere inconsistenti su immagini, nomi e situazioni d’impatto, che mi sveglino in qualche modo il cuore, la mia attenzione. È la mia mente a desiderare attenzioni, il mio corpo sa bene che prima finisco di studiare e prima potrò muovermi a fare qualcos’altro, ma il mio intelletto già sa che “qualcos’altro”, in questo periodo, sarebbe impegnarsi su altri studi, teorie, nozioni storiche-artistiche-filosofiche che non hanno un granché di sapore, o comunque non così immediatamente quanto una nuova esperienza da ingurgitare e fagocitare per intera. Anche se, probabilmente per la mia dedizione allo studio, sto reputando che il mondo fuori non è, per ora, tanto interessante, e interessato, a richiedere una mia uscita, un mio esserci. Non vedo l’ora che sia finita, perché in questo momento le parole delle persone con cui sono costretto a interagire(al lavoro, in appartamento, all’università… bhé in quest’ultima ci dovrei perlomeno passare) non mi suscitano alcun interesse e non sono neppure tanto disposto a star lì ad ascoltarle. Poi si chiedono come faccio all’università a pigliare quei voti, a prepararmi per un esame in poco tempo: è facile se ci si concentra a tal punto da alienarsi da quello che ci è attorno, nessuna distrazione e neppure la volontà di prendersela. Apatia… macchina… uomo quando mi metto a scrivere… sicuramente una distrazione…
Alucard82
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