La mia vita come una soap, solo che è reale, a volte non succede un cazzo, a volte troppo
odi et amo
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7.03.2001
Pensavo che non l'avrei fatto, pensavo di non interessare più questa storia, di aver realizzato di desiderare qualcos'altro. Venerdì notte sapevo di non aprirgli solo la porta di casa, ma lo facevo rientrare in me, spero non per un vizio.
Mi ha tradito e non ci sono scuse. Ciò nonostante gli sto ancora accanto. Perchè gli voglio credere, perchè forse c'è ancora qualcosa che voglio da lui.
I miei genitori sono partiti per una settimana in vacanza, mi hanno lasciato il cane, l'appartamento e le chiavi della macchina (quest'ultimo è stato un grosso errore: io non ho la patente, ma qualcun'altro...); lui sta da me, dorme nella mia stanza dopo aver passato una nottata turbolenta di confessioni ed episodi di una vita costellata di piccoli e grandi traumi. Più di altri, forse, ha avuto a che fare con le asprezze della vita e la meschinità dell'uomo.
Le ore e i giorni passano a velocità quadrupla con lui e Daimon stesso se ne accorge. Ci alziamo, facciamo colazione e mi cinge la vita solo per darmi il buongiorno. Chiacchieriamo, prepara da mangiare mentre io apparecchio il tavolo per noi due e quando abbiamo finito e alziamo lo sguardo sull'ora sono già le sei della sera. Altre volte si decide per una passeggiata o semplicemente di sedersi su di una panchina a parlare, a stare vicini. a guardarsi negli occhi, e il risultato è lo stesso: ci sembrano pochi minuti ed invece son passate ore: il solo a distoglierci è il nostro stomaco che richiede di essere sfamato.
In questi giorni ho sentito la Coinqui che dalla voce l'ho sentita sbalordita e forse un pò delusa per la mia scelta di accogliere nuovamente Daimon. Una reazione condivisa da molte delle persone che hanno sopportato nei giorni successive alla rottura, i miei continui ansimi, i rimandi ai giorni con lui e alla sua persona, alla mia naturale recitazione di vittima ferita e innocente. Sono un coglione a far preoccupare così la gente, faccio la parte del debole, ma in fondo le cadute non mi spaventano tanto, nè soffrire, nè essere raggirato. Voglio solo essere felice per il tempo che dura, e vorrei che lo fossero anche tutti gli altri vicino a me. Per questo m'infastidisce se le persone criticano le mie scelte o chi, accanto a me(in questo caso Daimon), riesce a farmi sentire più vivo e più vicino alla felicità anche con il suo solo sguardo o sorriso. Succhio la vita dagli angoli e mi piace l'intensità che riesco a provare nelle emozioni, andare a spremere anche le ultime gocce dell'animo e piroettare dentro di me con i sentimenti. Lui è il tramite, ma non confondo mai chi è il protagonista delle mie emozioni e della mia storia. Accade che la gente scambi i ruoli vedendoci da fuori, ma non me ne curo se non avvertendoli una volta di come stanno le cose. Loro testardi ed io pure, rimarremo nei nostri punti di vista, con la differenza che io vivo.
Mi è facile raccontare e ricordare ciò che faccio, il resto mi compare come un getto di coriandoli colorati, sensazioni dalla diversa natura, in base alle quali io mi muovo e penso verso di loro.
So solo che Daimon in questi giorni mi ha preso per mano per portarmi sul divano ed abbracciarmi soltanto, sussurandomi i suoi progetti per noi, di improbabili viaggi verso mete lontane, di avventure con protagonisti noi soltanto e la strada, la spiaggia, il lago, la montagna, la discoteca, la musica.
So solo che quando se ne è andato per tornare a casa sua mi ha ringraziato mille volte per la bella settimana passata con me, dispiacendosi assurdamente di non riuscire a darmi di più materialmente, di incapacitarsi del fatto che mi piace e dei nostri ruoli a letto, nonostante i caratteri e i comportamenti ci assegnerebbero altre posizioni, ma che proprio in queste nostre differenze combaciamo. E prima di prendere il treno mi ha chiamato al telefono per avvisarmi e salutarmi di nuovo, ringraziandomi e di desiderare di non partire e rimanere con me ancora, chiedendomi insistentemente quando ci saremo rivisti. Mi ha chiamato tornato a casa. Mi ha chiamato finito di lavorare, lusingandomi e augurandomi la buona notte, di fare il bravo e di perdonarlo ancora.
Finita la chiamata, dopo pochi minuti, un messaggio da parte sua per i sogni d'oro.
Si può diffidare, ma non essere felici per tutto questo sarebbe un delitto!
Daimon ha chiamato chiedendomi degli orari dei treni che lo possono portare a CapitalCity. In passato forse non l'avevo specificato, ma lui abita in un paesino sperduto, lontano da qualunque struttura e servizio sociale: solo un paio di case, degli orti, degli allevamenti e molto poco altro(una cooperativa e il bar per i "veci"). Mi ha chiamato ed io ho risposto. Erano mezza notte passate, ma io non dormo ma a quell'ora. Poteva scegliere di prendere il treno del mattino presto, anche se ciò significava partire da casa sua almeno per le 5. Gli autobus nelle sue zone non sono così frequenti.
Mi ha detto che pensava di andare a dormire da qualche suo amico, anche se non sapeva ancora a chi chiedere. Un modo sottile(è un eufemismo) per chiedermi ospitalità? Ho declinato la proposta, i miei genitori lo hanno conosciuto, e hanno saputo anche gli avvenimenti che mi hanno portato a dirgli "basta", come avrebbero reagito ad un suo ritorno? Non era il caso di creare imbarazzi e turbamenti alla mia famiglia solo per fare un favore a lui.
Mi vuole tenere al telefono ancora un pò, cerca di conversare, raccontarmi delle sue giornate e chiedendomi delle mie. Non abbiamo parlato di sesso, ha capito stavolta che parlarne narebbe stato fuori luogo. Ho chiuso la telefonata dopo un pò.
Agganciando mi ci son voluti una decina di minuti per ricordare che questo sabato i miei genitori partivano per le vacanze... coincidenze?
Ho anche pensato che se doveva dormire da qualche parte, avrei preferito fosse un luogo salvo da certa gente e certi vizi. Non m'importa se vengo considerato un perbenista, un benpensante, il ragazzino pulito che vive nella bolla sociale ben inserito nel sistema. Seguo il mio pregiudizio e i miei sentori; degli istinti, vedo il loro nome e la loro direzione. Continua ad essere così da secoli, il piacere della dissoluzione e il piacere del suo contrario, sotto le loro sgargianti forme, concubiscenti ci prendono e a volte sottomettono... Solo per dire che l'ho richiamato e dirgli di poter stare da me. Posso farlo e lo scotto è solo un pizzicore; se ha bisogno del mio aiuto, se il "sacrificio" è così piccolo, posso farlo.
Ci sono momenti, che durano periodi, in cui sento che nella mia vita qualcosa non va. Si potrebbe chiamare insoddisfazione, anche se sarebbe un termine approsimativo. Di fatto è una impressione interna che non mi lascia in pace se non a tratti, quando mi diverto e ho la testa da altri parti e non, come al solito, ad osservare la scena sotto una lente valutativa; perchè un angolo del mio cervello è quasi in perenne lavorio sulla domanda "quel che faccio, va bene?" e mi controlla un pò stizzito e infastidito dai miei comportamenti. Col tempo ho imparato a stabilire un canale interpretativo di questa parte muta e offuscata della mia persona. Sì, perchè sto angolino assilante, non mi urla quel che devo fare e tanto meno mi dà chiare direttive su quali sono le soluzioni ottimali per far sì che i miei stati d'animo siano tranquilli e regolari, esso si limita solo a farmi presagire qualcosa di sbagliao, a importunarmi con strani moti d'animo veleggianti al disagio e all'insofferenza. Quando ero nel pieno dell'adolescenza le mie reazioni erano varie: diventavo difficiile da gestire, prendevo spunto da una realtà tranquilla, per scovarvi situazioni e relazioni problematiche. In poche parole, diventavo un lunatico rompiballe.
Ai giorni attuali le cose non sono cambiate poi molto, in quei mmenti divento suscettibile e nervoso, ma con consapevolezza che da qualche (altra) parte c'è un problema che devo risolvere. Solitamente, per individuare il punto su cui devo intervenire, faccio un giochino con la mia parte muta e offuscata: dico il nome di alcune persone o elenco alcuni sostantivi generici, e in base a dove il mio disagio interno diventa più intenso, mi fero. Quello, o qualcosa che ha a che fare con esso, è il possibile fulcro del problema.
Oggi mi sono soffermato su "relazione di coppia" e "indipendenza", da qui mi aspetta un lungo viaggio introspettivo...
Dato che non riesco a farlo piccolino e a introdurlo perennemente tra le colonne(causa mia incapacità con il linguaggio e formattazione dell'immagine origine), lo butto su qua:
La masturbazione non è, da quando ho avuto a che fare con il sesso e acquisito la (falsa?) consapevolezza di poterlo fare quando volevo, tra le mie attività preferite. Anzi, non è corretto dire ciò; semplicemente la vedo come una attività dispendiosa di tempo e di sforzi che fondamentalmente porta a poche soddisfazioni, sopratutto se messo a confronto con il suo diretto superiore citato pocanzi. Allo stesso ho la convinzione che il non toccarsi possa portare a maggiore stress, nervosismo e istinti sessuali amplificati (cosa che aiuta lo spirito della zoccola a impossessarsi della mente e del corpo per guidarli da istinti camuffati da sentimenti); purtroppo, per la scarsa considerazione che ho dell'autoerotismo, quando soggiunge un certo solletico alle zone basse, mi dico di "aspettare un attimino" e alla fine rimando sempre al giorno dopo. Il rimando è continuo, finchè non capita che faccio un breve calcolo dei dì passati e mi scopro a imbarazzarmi per tanta non curanza nei confronti delle mie "esigenze fisiologiche". Adesso che vivo a casa dei miei, il momento "giusto" per "liberarmi" è diventato il momento della doccia, e non avendo ancora uno schermo LCD con accesso diretto al HD del mio picci incassato alla parete del bagno, mi devo girare dei filmini porno in testa. Un evergreen delle mie fantase erotiche è l'orgia, di quelle che a un certo punto non capisci in quanti sono, da dove vengano, in che direzione viaggiano e se sia fisicamente possibile la presenza così ravvicinata di un numero intorno al decimale di piselli. Oltre a ciò il protagonista delle mie attenzioni fantastiche è il tipico ragazzo inizialmente reticente e pudico che dopo i primi centimentri dei co-protagonisti si lascia andare a gridolini e a falsi dissensi a quella posizione e a quella entrata, ma che comunque continua a godere. L'altro giorno, sotto la doccia e in completa solitudine, stavo appunto filmando una di queste sceneggiiature quando la telecamera è passata, nel momento vicino all'apice della vicenda, a soffermarsi sul volto e sulle espressioni del seviziato... Il mio cervello (e non solo quello) ha avuto una brusca frenata e marcia indietro; nella mia testa si deve essere fatta strada una strana equazione, del tipo: Orgia + piacere senza controllo = Daimon. Considerando il fatto che attualmente Daimon = persona indegna del sottoscritto, ritrovarmelo da capo a collo in una mia fantasia erotica ha avuto l'effetto di innervosirmi, irritarmi e ad attivare il pensiero razionale su considerazioni riguardanti la persona e la situazione vissuta con essa.
Conclusioni: sto "rimandando" da due settimane (nel calcolo non è incluso ciò che è avvenuto con Mulder) e sono incazzato con Daimon perchè ha rovinato la fantasia erotica a cui tenevo di più!
Ricordavo che in passato avevo già scritto di Mulder, e ho trovato queste frasi:
[ Gli dico "perchè non provare a stare insieme, non dico che adesso mi devi dire sì, ti ho amato dal primo istante in cui me l'hai chiesto... ma che almeno potremo provare ad uscire e che se stasera vieni su in camera mia, non me la prenderò a male. Non si può già programmare come ci sentiremo all'indomani di questa notte... so solo che mi sento attratto da te, e se ti chiedo queste cose, non è semplicemente perchè ho voglia di farlo e sono una zoccola. Se avessi solo voglia di scopare l'avrei già fatto..."
Lui risponde che per il sesso basta che capiti, ma per il resto non sente quel qualcosa nei miei confronti. Lo spirito della zoccola aveva colpito pure Mulder, ma in lui non è stata molto furba. A mio parere se uno vuole fare sesso per il sesso non lo deve dire prima, perchè se lo dice si perde quel "pizzico di..." che rende più interessante il farlo. Insomma, perchè per quel momento ci si vuole rubare di una dolce illusione di condividere dell'altro qualcosa di più del mero corpo, dicendo che si vuole soltanto sesso? Anche se è così, senza dirlo, l'indomani nessuno vi rincorrerà dietro cercando vendetta. Al massimo sarete considerati dei puttanieri, ma nessuno vi potrà dare torto! Vogliamo forse nascondere i nostri desideri? Aver condiviso qualcosa di bello con un'altra persona ci rende forse mostri? Piuttosto il contrario! Se diciamo subito che vogliamo sesso, ci priviamo dell'intimità; del gioco ammagliatore della seduzione; del calore umano di un abbraccio, di uno o di molti baci... ]
E in questi giorni mi sentivo un pò in colpa con me stesso per averlo fatto con lui l'altra sera. Possibile che con gli anni mi stia trasformando in una checca bigotta e moralista? Mò voglio fare un resoconto non troppo particolareggiato dell'evento, mettendo protagonisti e situazione in un contesto verosimile a quello reale.
Mercoledì abbiamo organizzato, a base di cena e quattro chiacchiere, una serata con Piggy e Kermit; un appuntamento quasi fisso della settimana, in cui solitamente le parole chiavi sono "espressione sessuale", "ricordi" e "frociaggine"(arbitrariamente si possono sostituire queste parole con "cazzo", "culo" e "tette" con le varianti "pene", "vagina" e "seno"). All'aperitivo si è parlato di Daimon e nonostante fosse la quarta volta che tentavo di fare il sunto dell''accaduto, mi son perso per un ora e mezza a spiegare con dettaglio ogni motivazione, ogni gesto e il suo perchè. Innumerevoli le volte che sono stato interrotto da tentativi poco celati di cambiare discorso da parte dei presenti, purtroppo è un mio difetto diventare pedante e puntiglioso nel momento in cui devo raccontare qualcosa di mio, inoltre non mi fermo finchè non ho finito, potesse anche strozzarsi qualcuno durante il racconto, io lo rimproverei perchè mi ha interrotto rovinando il phatos della storia(per nulla interessante tranne che per il sottoscritto). Dopo questi preamboli, conditi da continui interventi sulla bellezza di Daimon(ma possibile che ai miei amici non venga in mente che se sono stato con tanti ragazzi così carini, forse forse, pure io lo sono? perchè non mi vogliono mai dare questa soddisfazione???)(forse perchè sanno che poi ci marcerei sopra e me la tirerei da qui fino all'anno ottantamila?NdCoscienza), ci siamo spostati a casa di Mulder per la cena: una pasta alla matriciana, il cui sapore, per mia fortuna, era stato coperto dai gradi alcolici aquisiti nel tempo. Si è parlato di sesso e fin qui nulla di strano, tranne che Piggy, sapendo della mia permanenza per quella notte in una delle stanze dell'appartamento, ha fatto alcune allusioni sulla possibile svolta sessuale della nottata. Allusioni... per modo di dire! Perchè quel che diceva suonava simile a "allora finalmente farete del sesso voi due! Mi raccomando i profilattici!", e io cercavo di convincerla che "mica perchè dormo qui vuol dire che per forza faremo del sesso! Inoltre non mi piace fare del sesso tanto per farlo, senza contare i voti fatti a me stesso che la prossima volta prima di andare a letto con un uomo voglio frequentarlo per almeno tre mesi". Fondamentalmente ho tradito solo la prima affermazione: Mulder lo conosco ormai da nove anni!
Vabbè, sì, cerco di mettere le pezze dove posso.
E poi voleva farmi dormire nella stanza che in precedenza era appartenuta alla nonna del padrone di casa, in cui erano ancora appese le foto dei progenitori morti, con gli sguardi fissi su di te, in qualunque posizione tu ti metta; per non parlare dell'angolo dedicato alla venerazione di padre Pio, una specie di reliquario con foto, rosari, madonnine e pure il cero votivo! Una angoscia quella stanza! Così quando tutti se ne sono andati ho proposto a Mulder se prima di andare a dormire voleva dei massaggi. Naturalmente, dato che eravamo in casa, poteva togliersi la maglietta. Poi ci si ritrova uno sopra l'altro, successivamenta accanto, con una gamba sopra la vita dell'altro, poi "non sarai mica eccitato?", una toccatina lì tanto per scherzare, un soffermarsi negli occhi dell'altro troppo a lungo e infine... il bacio, i vestiti che vengono tolti, una mano dietro la testa e la lingua che assapora il caldo del collo per finire sempre più giù...
Non nascondo di essere stato un pò imbarazzato, cosa che ha avuto ripercussioni sull'andata e ritorno di vigore nelle mie zone basse. Lui nessun problema, al solito sono io che penso troppo. Anche il suo coso m'imbarazzava, vabbè che era stato soprannominato Cannone l'Africano, però non me l'aspettavo pure grosso: mi sentivo inadeguato!
Non abbiamo fatto propriamente tutto, il mio animo da educanda si è voluto fermare solo ad un'assaggio di un rapporto completo(in pratica l'abbiamo fatto, ma non ho voluto scoparmelo-leggasi fottermelo- fino alla fine, giusto un pochino, per aumentare il desiderio). A me ci vuole un pò di tempo per "approfodire la conoscenza"! Sarà per questo che le storielle che dovrebbero durare giusto una notte, con me diventano una processione della durata di quasi 4 mesi? Comunque sia, Mulder ne è rimasto soddisfatto, tant'è che abbiamo ripetuto anche il giorno seguente. Mi ha detto pure di non aver dormito mai così bene con qualcuno accanto. Proprietà magiche del sesso!
L'altro giorno parlavo dei miei nuovi propositi per le future relazioni. Innanzitutto mettere da parte il sesso, basta con il finirci subito a letto dopo qualche ora di conversazione! Basta con persone che non hanno niente a che fare con ciò che sono io, che non hanno alcun punto in comune con il sottoscritto. D'ora in poi voglio aspettare almeno 3 mesi di frequentazione prima dell'atto sessuale. in molti credono che non ce la farò a resistere, altri mi hanno riso direttamente in faccia. perchè non credono alla mia enorme forza di volontà?
Intanto ieri mi son fatto Mulder....
Dal giorno alla notte. Repentino e senza ritegno. Ho lasciato Daimon, è finita anche con lui; prima di cominciare mi tolgo il dente del "tanti auguri di buona Pasqua".
BUONA PASQUA!
Venerdì ricevo una sua chiamata: gli hanno spostato il giorno di lavoro e mi chiede se ho voglia di andarlo a trovare. Ne sono felice. L'ultima volta, e come sempre, mi ha ribadito quanto gli facciano piacere le mie visite, di stare bene con me, che sono un tipo speciale per lui e di volermi bene; non ho dubbi, quindi. Prendo lo zaino, compro il biglietto e parto. La giornata è l'inizio della primavera; per la breve strada che devo percorrere dalla fermata a casa sua, gli alberi sono in fiore e pesanti di rosa. Ciliegi, credo. Il profumo dolce dei pollini mischati fra loro e: sole, sole e ancora sole. Indosso solo una camicia e una giacca leggera, una scelta azzardata a vedere i cambiamenti del cielo in queste settimane, ma non è un errore.
Apro la porta di casa e lo trovo a sorridermi e ad abbracciarmi. Mi sbarazzo della borsa e del soprabito per accovacciarmi accanto a lui. Mi piace l'umore della sua pelle e il calore che sprigiona al mio contatto. Scherziamo, ci baciamo, parliamo.
In intimità spesso mi punzecchia con idee per una sessualità di gruppo: gli ho sempre risposto che è prematuro nel nostro rapporto aggiungere qualcuno. Mi convinco che sia il suo carattere, da fanciullo senza freni(nonostante abbia la mia stesa età), a desiderare di voler realizzare certe fantasie sessuali. E infine mi convince, con tanti miei se e ma. Voglio dettare semplici condizioni(sempre insieme e solo se approvato da entrambi), e lui è già partito a comporre numeri sul suo cellulare per la sera stessa. Rimango disorientato, ma accetto.
Accetto, ma infine non ci riesco; lui sì.
Rimango tranquillo. Aspetto che se ne vadano per farlo da soli e per parlare ancora. Gli chiedo del suo viaggio a Modelland. Nel suo "racconto" scorgo qualcosa, una mezza verità e indago con la voce atona e l'orecchio sensibile alle variazioni canore della sua voce. So dove pigiare con le domande. Ne esce dapprima una versione confusa degli eventi. Lo incalzo a ripetere quel che è successo.
Ha incontrato un uomo, una vecchia conoscenza per il quale ha una ammirazione sessuale: "L'unico che è riuscito a farmi piangere dal piacere"(mi vengono conati tristissimi di vomito nauseabondo, senza sforzo, se ci soffermo appena l'immaginazione). Per orgoglio ha scommesso con il tal tipo di riuscire a sfiancarlo e in caso di vittoria gli avrebbe dovuto 1500 euro: l'ultima volta aveva perso e voleva una rivincita... in quale fottuto angolo della ragione umana può essere accettatta una motivazione del genere? Ci voglio dormire sopra, all'uomo che fa piangere e alla sua trasgressione della serata.
Il giorno muore e nasce ancora. Mi faccio il caffè da solo, sono ancora stordito dagli eventi, la mente si trattiene dal gridare e spegne ogni cassa acustica interna: sta in silenzio e muove il corpo in un fasullo naturalismo umano. Si sveglia anche lui, mi vede ancora sconcertato, anche se lo scambia per nervosismo e incazzatura.
Parliamo ancora di tradimento, sesso, assicurazioni sui sentimenti e sulle capacità dell'uno e dell'altro. Esce fuori anche una teoria della dipendenza dal sesso. Che è un suo problema. Che è quello che non accettavano neanche gli altri prima di me. Gli ho ricordato dei patti chiari e amicizia lunga. Così escono fuori altre mezze verità, altri uomini: "non toccarmi, mi fai schifo!". Mi esce rompendo gli scudi dell'inconscio e del sentimento. Respiro a bocca aperta, in affanno, come se mi riprendessi da un soffocamento. Il soffocamento del cuore. Dolore che cerco di allontanare con i trucchi della mente e della memoria. Dimentica, dimentica, dimentica, dimentica, dimentica. Dimentica le parole, dimentica i sentimenti, dimentica la fiducia, dimentica le illusioni, dimentica, dimentica, dimentica. Una fuga frenetica, dalla testa, non so neanche dove sono arrivato. Percepisco in maniera distratta l'immobilità del mio corpo. E Daimon che mi chiede in falsetto, quasi a scherzare, di perdonarlo, che è preoccupato perchè ce l'ho con lui. Gli dico di non parlare e comincio a prendere le mie cose. "Cosa fai?" "Non lo so", gli rispondo.
Il corpo aveva preso la direzione della mente: la fuga. Aprire la porta-finesta e scappare: poco dignitoso. Dò voce alla ragione e a qualche strazio di sentimento. Gli dico che è finita, che sono stufo di persone con problemi, di esser io a cercare dei compromessi(sopratutto con me stesso), di andare incontro, di comprendere. Che si dovrebbe sforzare anche lui di cambiare, che almeno gli entri nell'ordine delle idee di pensare alla possibile sofferenza che arreca al sottoscritto. Perchè il fatto è che al momento, lui a me non ci ha pensato neppure! Se è questo che devo accettare per stare con lui, allora preferisco perderlo per sempre. Non ci posso neppure rimanere amico, come potrei? E lui me lo chiede, dell'amicizia, ma non posso, sono già in fuga dalla realtà turpe che mi ha presentato. "Non ce la fai ad aspettare fino a mercoledì, per farmi il tuo amico?" mi chiede mentre gli rispondo con uno sguardo stralunato e avviandomi verso la luce dell'uscita. "Se cambi idea, chiamami" tenta ancora di fermarmi con queste parole all'uscio, ho solo la forza di girarmi e imitare con le dita il gesto di un vomito indotto.
A sera inoltrata mi arriva un messaggio da parte di Daimon "Sono a Verona con Lorenzo, se vuoi ti insegna come si scossa il mio culetto".... fitte al mio animo, ma sono con i miei amici; quelli che lui non ha. E oggi ne è arrivato un altro "Ho vinto"(riferendosi alle scommesse sessuali), altre fitte, ma sono con la mia famiglia; quella che lui non ha...
Il fatto di essere fortunato mi consola.
Ridursi ad essere collegato ad internete tramite un misero portatile degli inizi del duemila... a questo non ero preparato! Dopo due settimane di disconnessione, non ho più resistito, ma non volendo abbassarmi fino in fondo ad usare il mio più che obsoleto portatile, ho preferito creare una rete LAN tra il mio fiammeggiante computer e il suddetto portatile. La mia pazzia non ha confini, lo so.
Le settimane sono passate piacevolmente, tra pensieri e passeggiate, anche perchè non c'è molto altro da fare qui a Nordica. Le lezioni di patente le ho trovate abbastanza semplici, quindi il primo esame non lo passerò di sicuro. Le amicizie si stanno ripristinando, anche se il fine settimana ancora me lo passo a casa: tanto valeva che contiuassi a lavorare. Daimon non dà segni di cedimento, tantomeno il mio cuore; non sono preoccupato per le conseguenze emozionali di questa storia, cerco di viverla tranquillamente. Ci vediamo quasi ogni settimana, anche se adesso ha un pò di problemi a trovare un lavoro. Ha tentato di aprire un bar, ma si è scordato di aver bisogno del REC, quindi deve prima frequentare un corso della regione e successivamente fare domanda d'esame alla camera di commercio, il tutto alla modica cifra di circa mille euro. E dire che lui lo vuole solo in gestione. Per ora dovrà nuovamente riprendere a pieno ritmo le serate in discoteca ed episodicamente prendere mano al camion. Mi dispiace tanto per lui, perchè son due lavori che vorrebbe buttarsi alle spalle per abbracciare una vita più tranquilla; forse è anche per questo che ha scelto me come suo compagno, per la ricerca di tranquillità... una delle mie doti nascoste, indubbiamente.
Tra le vecchie cose riciclate dal mio portatile ho trovato il file del mio romanzo fantasy: non ci metto mano da quasi tre anni. Sono un pò sconfortato, perchè nonostante tutto ci credo ancora. Quel romanzo lo finirò, ho già tutto in mente, devo solo prendermi la briga(ma in italiano sta paroa esiste? no, vero? eh, eh, eh, eh) di buttarlo giù. Sto già rifacendo il prologo anche perchè devo dargli una letta comunque per riprendere il phatos dell'ultimo capitolo scritto. Sono quasi a metà dell'opera, secondo i miei vecchi calcoli il libro si dovrebbe comporre di 300 pagine e attualmente sono alla centodiciottesima. Forza e coraggio!
Ah, già, dovrei cominciare anche a mettermi sotto per gli studi universitari: cinque esami e tesina.... con calma... molta calma... sono un tipo tranquillo, no?