venerdì, 28 marzo 2008, ore 10:49
Tornato da BellaVista un pò storto(nel senso che nel pomeriggio mi son fatto un giro con la Coinqui per fare un ripasso dei bar), ho sentito un certo fastidio nelle parti basse. Non ci ho fatto caso, mi son piazzato davanti al pc, partitina su WorlOfWarcraft con il Ramingo e poi a letto. Il fastidio permane ma ci dormo sopra.
Alle tre del mattino mi sveglio con dolori lancinanti nel basso ventre. Constato un gonfiore sul pube, se alzo leggermente lo scroto mi compare una palla grande quasi quato i miei due testicoli! Paranoia! Cazzo succede?
Rimango seduto nel letto,aspetto speranzoso che tutto si sistemi da solo. Dormire è impossibile per il fastidio, poi i pensieri volano sulla possibile diagnosi: tumore non controllato per anni, esploso in poche ore, destinato a crepare perchè son stato un ingenuo irresponsabile. Dopo un ora e mezza, mi faccio il bidè, sveglio i miei e mi faccio portare in ospedale.
Mentre mi sognavo chemio e visite sul letto dell'infermo da parte di amici e parenti, constato di essere un "verde", cioè, neanche un "giallo", ma un miserrimo "verde". Ti dico che ci ho un palloncino con 5cm di diametro vicino ai testicoli e tu mi metti tra i "verdi"? Mi vedo passare davanti mille persone, che evidentemente, più furbescamente, son riusciti a raccontarla meglio del sottoscritto.
Dopo due ore entro.
Dopo 5 minuti esco.
Un ernia inguinale, la medica mi ha fatto abbassare le braghe(no, guardi... è che fa freddo...) e con un dito mi ha ributtato dentro la pallina nelle viscere. Vi evito di andare a guardare cosa sia un ernia inguinale(ci sono immagini aberranti) dicendovi che è l'intenstino che trova un buco tra i vari organi per uscirsene a zonzo sotto di lui.
Martedì vado a farmi una visita chirurgica e poi l'operazione.
Alucard82
domenica, 23 marzo 2008, ore 20:35
Martedì ero sul treno di ritorno a Nordica, dopo esser stato a ricevimento dal professore che mi segue, per modo di dire, per la tesi e ho buttato giù qualche riga.
"Nei pochi momenti di lontananza, dove il mondo in cui vivo quotidianamente mi sembra il terzo mondo per l'Occidente(un mito, uno spettro del purgatorio, l'uomo nero dei bambini), riesco a trovare lo spazio necessario alla testa per mettermi a scrivere. Questa mattina, messo piede fuori di casa, ho realizzato di essere preda facile di sentimenti quali la paura, il panico e l'oppressione. Devo vedermela con il tempo che passa, non mi è possibile stare fermo poichè non vi è pausa in esso.
Sono immerso nel dovrei fare senza direttive, una barca impazzita che ha perso la buissola e non sa se si sta allontanando o avvicinando al porto, anch'esso ignoto e sconosciuto. E il tempo son le onde, sirene incantatrici, mi portano verso gli scogli rocciosi, ineluttabili, sempre più dannosi e perfidi."
Pieno risultato di mancanza di letture decenti negli ultimi cinque anni, mi ritrovo ad esprimermi con un lessico d'accattone. Avrei dovuto fermarmi al dire che sto male, ma ho voluto strafare, straforando l'indecenza.
Oggi è Pasqua, pranzo con parenti tutti e abbuffata in grande stile con due antipasti, quattro primi, quattro secondi, e due dolci. Iniziato a mezzogiorno, abbiamo finito alle tre e mezza, manco fosse il pasto matrimoniale. L'unica cosa mancante era l'alcool, ridotto a due misere bottiglie di vino, disputate con lo zio aquisito prete(sì, ho uno zio aquisito prete, non è un vero zio, ma c'è pressochè ad ogni domenica, vessillo incrollabile, viene solitamente deriso e canzonato in simpatia... e a mia nonna non gli piace il Papa e in generale è anti-clericale, alle elezioni voterà l'arcobaleno...). A differenza di molti, queste riunioni famigliari a me son sempre piaciute. Solo da qualche anno hanno cominciato ad innescare in me una certa tristezza. Il motivo è subito detto: tutti a tavola sono accompagnati dal rispettivo partner. Tranne ovviamente il sottoscritto. Il partner ce l'avrei(è Daimon per chi se lo fosse dimenticato), ma non è mai stato invitato. Forse dovrei sentirla più una questione di tempo e non qualcosa legato alla mia condizione di omosessuale. In molti, cioè a chi si può permettere di vivere l'amore in maniera spensierata, senza il sentore di infrangere qualche tabù, libero di tenere la mano a qualcuno in pubblico senza attirare particolare attenzione, questi pranzi, questi avvenimenti famigliari sono visti quasi con stizza. Io invece li invidio, e non tanto per le famiglie o per ciò che può voler dire portare il proprio partner a queste reunion, ma perchè hanno la possibilità di andarci con o senza, di lamentrsi della pressione da sopportare andando a farsi osservare dalla famiglia di lui/lei. Io ci devo andare senza, come se il rapporto con il mio ragazzo fosse di serie B, come se il mio amore lo fosse. E a me sta cosa mi rattrista.
Lo dice uno che si commuove ancora quando vede La Bella Addormentata Nel Bosco, e gli vien da piangere quando lei parla del Principe Azzuro. Forse perchè in fondo, nonostante tutto il mondo qua da me, credo ancora nelle favole e nei lieti fine. So di crederci e probabilmente, allo stesso, so di essi essere una sciocca, fanciulla e immatura illusione.
Alucard82
lunedì, 03 marzo 2008, ore 16:32
Settimane passate a spulciare tra blog, biblioteche e ingarbugliati labirinti mentali, tutto per innestarmi nuovamente nella vita a ciclo normale, senza esami alle porte, incombenze famigliari e termini da rispettare. Domani vado a BellaVista per concludere la prima parte burocratica per quanto riguarda la laurea. Entrerò ufficialmente in tesi, allo stesso tempo consegnerò il mio piano di studi approvato a prescindere vedendo il nome del sottoscritto, ma soprtutto dal numero di anni fuori corso. Mercoledì visita al fratellone con cui stilerò un curriculum potenziato, dacchè inizierà la ricerca di un impiego poco serio per approdare successivamente a qualcosa di più stabile, ma di ancora non definitivo. Tutti questi passaggi per il solo motivo di costruire una base più o meno solida dalla quale avere la mitica indipendenza, senza la quale vivo in continua crisi e lotta con me stesso.
Chiuso il preambolo sulla mia vita privata, andrei a parlare di qualcosa di completamente inutile, ma che mi ha solleticato il diniego. Tale Tatangelo. No, non è l'ennesimo post critico nei confronti della cantante, al solito mi è più facile fare lo stoico e dire il contrario degli altri. Anche perchè quando in tanti pensano la stessa cosa, ho la sensazione, quasi la certezza, che dicano qualcosa di sbagliato.
Molti omosessuali nella blogosfera si sono indignati per l'opulenza spropositata di luoghi comuni sugli omosessuali di tale canzone sanremese(simile alla diarrea di immondizie presenti nel napoletano), fermandosi a parafrasare, analizzare e a contarne la metratura pur di dimostrare la loro "intolleranza zero", il loro orgoglio ferito di checche sfrante e incomprese, dalla società e dai media che li vuole esattamente come loro non vogliono ammettere di ricalcare in molti frangenti. Pensano sia una congiuria personale e architettata apposta contro di loro, questa canzone della Tatangelo, che faccia perdurare la credenza dei vari chlichè messi in testa nella società da qualche diavolo. O che sia la dimostrazione dell'arretratezza della cultura italiana.
Ho ascoltato la canzone, ma a parti il farmi cacare di per sè(d'altronde non mi aspettavo il contrario, la cantante mi faceva schifo prima quanto ora), il messaggio che ne ricevo, molto semplicemente, non è che i froci sono animali da proteggere perchè più deboli, ma il desiderio da parte dell'amico frocio(e se volete, per il "potere universale della musica di massa" del genere omosessuale) di vivere il proprio amore senza la carogna dei pregiudizi, della paura e dell'odio della gente(anche omosessuale, che crede che i rapporti non sono fatti per durare e che le dark room e le orgette siano un naturale bisogno dell'uomo da soddisfare) sulle spalle. Che altro? Ci siamo scandalizzati per l'aver menzionato che molti uomini si truccano? Io per primo credevo la cosa "impossibile", poi sono andato a NataleSpritz e ho fatto un giretto all'Anima... non tutti, ma certamente qualcuno si truccava, come non tutti, ma sicuramente qualcuno, aveva la voce stridula e le movenze da "donnina". E son questi comportamenti da condannare? Riguardo a ciò: io penso proprio di no. Come il vestirsi, l'accento e quant'altro, anche gli atteggiamenti e il modulare della nostra voce, sono canali di comunicazione, di espressione, e non capisco chi cazzo sono io per dire a qualcuno "no, guarda, così non vai bene", che poi voglio proprio vedere quanti omosessuali ci sono che non si son messi a ballare o a canticchiare nella testa esaltati le canzoni della Carrà, della Aretha o della Britney! Magari lo facciamo perchè manovrati da un modello sociale che ci porta a riconoscerci in cose superficiali, stupide e sciocche, ma voglio dire: chissenefrega! Sono in bagno con la radio accesa e quando mi parte l'ultima della Rihanna mi parte in simultanea la mossetta? E allora!? La mia individualità ne rimane profondamente segnata e ciò che sono davvero è perso per sempre? Ma per cortesia!
Invece di soffermarci a criticare le quattro cazzate dette da una cantante italiana(che poi, quante canzoni sono del tutto fuorvianti nel descrivere cos'è quel bel sentimento che è l'amore e il rapporto di coppia? quanti film? vogliamo parlare di Battisti? Zero? Mina? Bertè? hanno fatto solo canzoni serie loro... ma và, và!) apriamo gli occhi e facciamo qualcosa contro(sì, ho detto contro) un'associazione che si arroga il diritto di rappresentarci e vuole legare la mia omosessualità ad ambienti come saune a scopo sessuale orgiastico e disco dalla morfologia più simile, anche dal punto di vista dell'enterteinment, ad un night frequentato da puttanoni, maniaci e vecchiacci repressi!
P.S.= mi sa che con 'sto post ho dimostrato di avere un pò di acidità arretrata da sfogare
Alucard82