lunedì, 30 giugno 2008, ore 07:48

Con metodo scientifico, fatte le opportune ipotesi e teorie, devo chiudere il blog e verificare con un esperimento pratico un certo mio assioma che dice: "il blog di splinder mi porta sfiga", con corollario "è automatico che quando scrivo sul blog di splinder e ammetto di essere innamorato e di essere vagamente felice, il giorno successivo vi sono accadimenti che distruggono tempestivamente tale illusoria certezza di felicità".

Quindi chiudo il blog e mi sposterò da qualche altra parte.
Alucard82
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venerdì, 27 giugno 2008, ore 13:16

Spero che questo sia l'ultimo periodo esami che devo passare. Sì, l'ultimo. Finalmente(o forse lo avevo già scritto sei mesi fa?) sono in dirittura d'arrivo per la laurea, a dirla tutta non so ancora quanto questo stadio durerà, questa fase di "sotto-tesi". In effetti mi è pure poco chiaro quale sia la materia del mio ultimo esame: credo abbia a che fare con le lingue, la loro origine o qualcosa del genere, mi sembra che il nome sia "introduzione a qualcosa". Pensare che ieri mi stavo pure domandando quale fosse l'autore su cui sto lavorando per la tesi, deve essere il caldo a rendermi così sbadato. Che vergogna, però! Mi sono preoccupato della cosa giusto il tempo di accorgermi che fuori è ESTATE e in questo periodo TUTTI ci meritiamo una vacanza, che ognitanto è GIUSTO dimenticare le preoccupazioni della vita e fare finta che COMUNQUE vada andrà BENE. Qualcosa in contrario?(domanda retorica, ma necessaria per placare i miei infiniti sensi di colpa del fancazzismo generale di questi giorni -che nessuno, ripeto, NESSUNO si azzardi a rinfacciarmi ciò che ho scritto come prova del mio fancazzismo, poichè tali parole sono ESCLUSIVAMENTE fatte per spronarmi ulteriormente oltre a ciò che, UMILMENTE, già faccio e che già sarebbe sufficiente di suo... QUALCOSA IN CONTRARIO?-)

Due giorni fa ho salutato Daimon, partito per lavorare in CorridOlè, il ritorno è a data da destinarsi, potrebbe essere fra due settimane come fra due mesi, ma spero di mancargli così tanto da accorciare la sua permanenza in quella bruttissima terra straniera. Ma porc! Perchè non mi può mettere in borsa con lui? Voglio andare anch'io in CorridOlè, chemmefrega se ci ha da suonare l'house tribale e non avrebbe tempo per darmi attenzioni! Io voglio il sole, la spiaggia, i cocktail'z, i corridolèani in costume, la Sangria(possibile che sia dovuta alla fusione di "Santa" "Allegria"? ecco nuovi spunti per Dan Brown: che la Sangria fosse la bevanda preferita di Gesù? certo si spiegherebbero tanti miracoli, tutti in preda all'ebrezza alcolica, sai quanti pesci e pani puoi moltiplicare?)! Mi ha detto che si è pure fatto la ricarica da venti euro per poterci sentire: qualcuno ha idea di quanto mi verrà a costare ricevere una sua chiamata? Meglio che vada a farmi una ricarica, prima di rimanere troppo a secco.

Adesso spero che se dico di esserne innamorato non mi cada una tragedia da capo a collo, perchè in questo blog succede solitamente così. Prima sbandiero ai quattro venti  di aver trovato uno pseudo principe azzurro, di non essere mai stato così felice e bla bla, poi il giorno dopo mi ritrovo a smentire tutto ed avere i cocci della solita storia con uno stronzo... E se in Corridolè mi tradisse? e se calasse qualcosa di troppo e mi torna più bruciato di prima?

E se invece mi rimettessi a studiare?
Alucard82
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mercoledì, 14 maggio 2008, ore 11:07

PiedoniLa cosa che mi piace di Daimon è che in questa situazione avrebbe fatto il suo sorriso sadico e dopo poco avrebbe porcato...Signora piedonaCosa che io non farei ma gli invidio moltissimo.Sconcerto
Alucard82
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giovedì, 24 gennaio 2008, ore 10:11

Ieri ho cmoposto il mio temino per l'università sulla seconda guerra mondiale, i governi del centro sinistra italiani, qualcosina del processo di Norimberga e infine della defascistizzazione del fascismo ad opera di gentaglia come Berlusconi e Fini. Mi sono confontato con mia madre(che ha conseguito il diploma di terza media inferiore in Germania) sul possibile risultato dell'esame e quando ha saputo che il sottoscritto non ha accennato alla Shoa mi ha cominciato a insultare. Ma dai, caspio! Lo davo per scontato, poi con un ora di tempo non ho avuto neppure l'opportunità di fare un breve controllo di quello che avevo scritto. Se non lo supero sarebbe la terza volta. Possibile che tra tutti gli esami dati, questo è l'unico a darmi tali problemi? So pure il motivo ed il fatto è che non conosco il professore e quindi non ho chiaro in mente cosa voglia scritto per ricevere almeno la sufficienza. Tanto il tempo per preoccuparmene non ce l'ho, quindi vado diretto a studiare il prossimo esame del 29...

Con Daimon fila abbastanza liscio, siamo in un periodo un pò incerto per entrambi e quindi non siamo propriamente propensi a cinguettare e a soffermarci sulla nostra relazione. Da poco ha chiuso con la banca alcuni problemi di gestione finanziaria e si trova con il conto prosciugato e il culo a terra. Nella pratica, non ha più un becco di quattrino e per uno che non ha un lavoro fisso è qualcosa di problematico, sopratutto se devi pagare regolarmente un affitto e magari ti arrivano pure dei conguagli e la bolletta della Telecom. Il suo problema è che si fa prendere dal panico e da lì è una continua discesa vorticosa nel pessimismo e io, in periodo esami, non sono affatto in grado di tenermi calmo, ma sopratutto di accollarmi(moralmente) i problemi dell'altro e quindi solitamente tendo a girargli le spalle: non si dovrebbe, ma porca zozza devo concludere sta cavolo di università e se non ho l'animo predisposto allo studio, non riuscirò a passare alcun esame (e me ne mancano solo 3 fottuttissimi!). Da metà Febbraio è comunque deciso che riprendo a lavorare, qui in famiglia non si può proprio. Avevo sperato che il mio ritorno al nido, mi desse quell'ambiente calmo e rilassato che tutti i giovani "mammoni" vanno tanto a sbandierare, ma sinceramente qui da noi non è esattamente così. Alla fine il mio impegno universitario da quando stavo a BellaVista non è cambiato: sia ben chiaro che non mi pento della scelta fatta! Stare ancora in quella città era deteriorante per il mio animo e la mia persona, rimanerci sarebbe stato un suicidio!

E intanto che io ho fatto questa scelta, Daimon sta pensando di andarsene dall'Italy per farsi una stagione in TuttaBirra... non è lontanissimo, ma nenanche qui a due passi. D'altronde lo capisco e io ho deciso che se sta primavera si va a votare e esce vincitore quel nano schifoso col cerone sulla faccia, io faggio i bagagli e mi trasferisco a TuttaBirra. Inizialmente farò il gelataio, giusto per masticare nuovamente la lingua, poi il grande passo verso altri ruoli lavorativi più gratificanti! Voi che fate? Prenoto un autobus così ci costa meno il biglietto? Oppure tutti in treno per uno sconto comitiva?
Alucard82
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sabato, 29 dicembre 2007, ore 11:33

Alucard82
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mercoledì, 19 dicembre 2007, ore 20:21

Guarda, razionalmente e con una mente pseudo scientifica e filosofica dovrei dire che in effetti c'è una correlazione tra splinder e le rotture/crisi di coppia, perchè ogni volta che faccio un post su "quanto è bella la mia vita di coppia" nell'arco di massimo un giorno il sogno finisce drammaticamente alla deriva.... Comunque... Daimon mi ha chiamato dicendomi di star passando un momento di brutta crisi economica/salutare/psicologica e chi più ne ha più ne metta(e non lo biasimo conoscendo i mille mila problemi che ha... perchè io uno normale MAI) e voleva finire con me perchè inferiore/mancante di stabilità economica/incapace di preoccuparsi di sè e contemporaneamente stare con me/fare tutto ciò che una coppia dorebbe fare normalmente/vivere tranquillamente una qualsiasi situazione senza pensare troppo a tutto il resto.. vabbhè... così è detto molto in sintesi, ma ci siamo capiti, no? Lui è schiaccato da una situazione non molto rosea, la vita si fa dura, non vede vie di scampo alla sua situazione e il cervello va in tilt, così decide di mollare tutti e tutto per non pesare su nessuno e non sentirsi responsabile del "peso" che arreca agli altri... Con la mia solita flemma, dopo circa 20 minuti di discorso propedeutico, gli rispondo che ok, è finita, basta che tra una settimana non mi chiami dicendomi che passa da NordicaCity e che vuole salutarmi perchè poi finisce sempre allo stesso modo, cioè a letto. Lui sembra tristemente convinto e finiamo la telefonata. Dopo quasi 4 ore, in cui passo tutte le hits della Carrà e di Paola&Chiara per tenere alto il morale, mi richiama scusandosi per quello che aveva detto, che è in crisi, che non capisce più niente di ciò che vuole e che gli dispiace... insomma sembra che non ci molliamo e domani pare passi da casa mia finito di lavorare...il che vuol dire che rimarrà a dormire da me... spero tanto che abbia una botta di culo e vinca al superenalotto, seguito da una cura miracolosa dalla sua malattia...

Insomma, riassumendo, crisi superata e io mi rivelo sempre più il maschio della situazione... mi starò riportando sfiga da solo?
Alucard82
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martedì, 18 dicembre 2007, ore 01:05

Sabato ho passato una magnifica serata. Daimon nel pomeriggio mi chiama dicendomi di essere libero e di voler passare da me prima di partire lunedì per lavoro. I miei amici sono tutti via e penso di approfittare della situazione per una cena in città.

Sabato, una settimana prima di Natale e senza prenotazione: trovare posto sembra un'azzardo, ma a noi piace anche così, senza progettare troppo, lasciare un pò al caso e adattarci alla situazione. Inizialmente non lo vedo molto convinto, ci fermiamo al bar vicino a casa, mette i soliti cinque euro nelle macchinette e, nonostante lo stato ansioso in cui cade sempre il suo ragazzo quando vede le malefiche slot-machine mangia soldi, riesce a guadagnarcene venti.  L'umore è allegro e quando prendo le chiavi della macchina e mi metto alla guida della Panda di mia mamma, lui non è troppo preoccupato e sembra quasi convinto della mia guida "sicura".  Allacciamo le cinture e  partiamo.

Troviamo parcheggio davanti ad un negozio e sotto il cartello "Passo Carrabile" interrogandoci se sia valido sempre o faccia eccezione l'orario di chiusura serale: io son convinto di no, ma tant'è che l'abbiamo fregato ad un altra coppia e uscire dal finto parcheggio sarebbe stato inopportuno, oltre a costringermi a chissà quale strana manovra per far passare l'altro e permettermi di andarmene.

Data la mia fissa per i bar "decenti", c'incamminiamo per più di un quarto d'ora per passare in rassegna i possibili posti papabili. Dei tre in programma, i primi due li troviamo chiusi, al terzo, oltre all'alcol, ci aspetta la pantomima di un allegro ragazzo ubriaco, con scarse doti canore, intento ad una rassegna quasi completa delle canzoni
anni '60-'70 più usate nei film(Aretha Franklin, Beattles  e credo l'intera colonna sonora dei  Blues Brothers...). Il tipo ci fa pure una serenata e così ci sembra la serata ideale per noi due.  Daimon è felice e c'è qualcosa nel suo sorridere e nei suoi sguardi che non riesco bene a spiegare, ma in quelle volte è come se, per qualche attimo, io vedessi con i suoi occhi e con il suo stato d'animo, un mondo nuovo e con delle sorprese. Così, quello che a me nella norma mi parrebbe una presenza molesta e un rumore fastidioso, tramite lui, con rara ingenuità e semplicità, diventa una esternazione festosa di una persona felice. E vedo le cose per come stanno, senza l'etichetta del luogo o della situazione che t'imporrebbe un certo comportamento o un certo ruolo. Perchè lui, indubbiamente, vede le cose in maniera diversa da me, più naturale e istintiva della mia, senza quel groviglio di "ma" e "se". Poi succede che ci guardiamo negli occhi e nel suo perlustrare si ferma per sorriddermi a lungo e mi accorgo di ciò che prova nei miei confronti. E così mi riempio di quel sentimento chiamato amore realizzato.

Cambiamo bar dopo il terzo bicchiere, ma solo al sesto decidiamo sia giunto il momento di cenare. Ci dannno venti minuti per il tavolo e scegliamo di fare una capatina all'unico bar gay di NordicaCity. Entriamo e una voce saluta Daimon. Lui si volta pietrificato. "Ehi, Daimon, che ci fai qui?", ma sopratutto come spiegare ad un tuo compaesano delle valli di essere entrato casualmente in un bar gay-frendly accompagnato da un altro uomo che tieni per mano e che hai appena finito di chiamare "amore" senza per forza sembrare una frocia? Speri al massimo che il tipo in questione  sia gay pure lui, oppure rispondi al saluto  con un altra domanda  e intanto affermi di essere una checca da sempre  e  mi presenti come il tuo ragazzo.  Daimon ha optato  per la seconda, e  la speranza poi si è trasformata in realtà. Ci siamo fermati così a bere qualcosina assieme al suo vecchio amico ritrovato, e tra una chiacchiera e l'altra Daimon si è mostrato particolarmente tenero e desideroso di baci. A cena, con qualche bicchierino in più, mi ha confidato, anche se non lo vuol dar a vedere, di essere molto geloso del suo Aluchino... e l'ego, s'impenna! A chi non piace sentirsi desiderato dal proprio partner?

Nel nostro piccolo tavolo, stipati vicini ad altre mille coppie, mi sembrava di avere tutto il mondo fuori come ai margini di una palla di vetro, in cui la scena centrale stavamo io e lui, con la luce liquida nei suoi occhi a romantizzare tutto il phatos dei nostri gesti e delle nostre parole. Tiamo, ichliebedich, vuoisposarmi?

Lo farei, davvero.
Alucard82
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sabato, 17 novembre 2007, ore 10:29

Martedì passato (il sei) Daimon ha compiuto gli anni. Mi ha ripetuto più volte di non averlo mai festeggiato, che non prendeva regali e che non gliene importava. Queste parole da me suonano come un urlo disperato gridato dalla vita: e chi sono io per non intromettermi nelle consuetudini degli altri e cercare di migliorarne l'immagine zuccherosa? Lui, orgoglioso anticonvenzionale, ha trovato me, il normalizzatore filosofico, quindi via alla caccia al regalo e alla torta facile da fare.

Il primo punto l'ho risolto rapidamente: qualche mese fa, nel nostro solito giro a Nordica, si era incollato davanti al videogame dei Transformers e non essendo lui tipo da "rose e boxer" (qualche romanticone potrebbe trovarli regali adatti, ma se succedesse a me tirerei fiori, mutande e pacchetto al donatore), mi sembrava il pensiero più appropriato. Inoltre c'era l'usato versione PS3 a soli X0.00 €! (no, non lo dico il prezzo!)

Per la torta mi sono rifatto alla versione povera del tiramisù: 3 rossi d'uovo, 150gr di burro, 200gr di zucchero, gli Oro Saiwa e del caffè. La preparazione è molto semplice. Si sbattono i rossi d'uovo assieme allo zucchero fino a che non si formano le bollicine (ve ne accorgerete lasciandolo riposare un attimo), poi ci si aggiunge il burro caldo (ma non sciolto completamente) e li si amalgama per bene.

Infine preparare una moka di caffè, lasciarlo raffreddare e inzupparci i biscotti. A quel punto procedere a strati nella pirofila cominciando dagli oro saiwa. All'ultimo strato di crema è possibile spruzzarci sopra un legger strato di cacao amaro. Mettere in frigo e aspettare il consolidamento del tutto.

Mi è riuscito tutto: del regalo è stato contento ed ha apprezzato molto pure il biglietto in cui lo equiparavo ad un principino e gli ricordavo quanto fossi felice di averlo accanto; la torta è venuta un pò troppo zuccherosa, ma non ne è rimasta comunque neanche una fetta.

A detta di lui è il primo anno che si sente felice di festeggiarlo, e per l'intera giornata si è stupito di come questa volta tutti i suoi parenti si siano ricordati del suo compleanno. E a proposito di questi, ho incontrato dal vivo un'altro componente della famiglia, oltre alla sorella lesbica. Parlo della zia, e non di quella aquisita, ma bensì della sorella della sua vera madre. È stato un pò come fare le presentazioni ufficiali, dove Daimon mi ha stretto le spalle con quelle mani enormi e ha esclamato "Ecco questo è Alucard,  il mio ragazzo!". Io arrossito totale, la sua semplicità è disarmante per me. "Cos'hai amore? Sei rosso come un pomodorino!" ... "No, è che fa caldo", in motagna a 1100 metri di quota, in autunno inoltrao e con le finestre aperte per cambiare l'aria delle canne della sera prima... Non ho biascicato più parola, tranne qualche monosillabo per confermare di respirare, poi siamo stati pure invitati a mangiare a casa di lei, un giorno. Credo sia stato più un invito di cortesia, ma trovo comunque gentile almeno il pensiero.

Ora voglio chiedergli l'anello di fidanzamento: che dopo anni di fiaschi e fiaschetti abbia finalmente trovato la botte buona?
Alucard82
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martedì, 30 ottobre 2007, ore 19:30

Anche se mi sento un pò stanco vedrò di scrivere qualcosa dei giorni passati.

Tra i miei primi pensieri devo riconoscerlo c'è sempre lui, Daimon. Le cose vanno bene, tornato prematuramente dal Brasile per brutte vicissitudini con i pulotti di quelle parti, l'ho rivisto l'altra settimana. I giorni passati nella sua casa in montagna molti li definirebbero noiosi, ma per il sottoscritto, che non aspira a movimentate nottate romantiche o a viaggi  e ristoranti costosi, sono quanto più di gradito mi sia accaduto negli ultimi mesi. Sono probabilmente fottutamente innamorato e, sperando, pure corrisposto. Che volere di più? Il riconoscimento da parte del popolo? "Purtroppo" viviamo in Italia e tra pregiudizi e il disinteresse politico mi "accontento" dei sentimenti.

Dico tutto questo con un pò di timore e paura, perchè ogni volta che approdo sul blog con notizie del genere in un brevissimo lasso di tempo accade l'impensabile che mi fa rimangiare tutto. Speriamo stavolta non sia così... anche perchè proprio ieri ho attivato con lui l'offerta vodafone che mi permette di chiamarlo gratuitamente, a zero 0 cent, compreso lo scatto alla risposta. Le chiamate sono lievemente aumentate(da tre a cinque), ma non con la proporzionalità indiretta della nostra voglia di sentirci, la quale invece è aumentata pari alla nostra voglia di vederci. Tanto che mi ha di nuovo domandato di andare a vivere da lui, per la qual cosa si è pure armato di una connessione internet: sa bene che io senza navigare non posso stare.

Sabato sono partito con Piggy per NataleSpritz, andare a trovare Alce(il fratello gemello di Mulder ndA) e, con questa scusa, lei di trovare una ragazza per finalmente realizzare la sua curiosità per un rapporto lesbo, e io per incontrare il fantomatico Zeik. Lasciando perdere le peripezie della mia amica, che è stata più importunata dagli uomini che dalle donne(ed eravamo al Block!), devo dire che lo Zeik... è un armadio! Non pensate male, il fatto è che io a suo confronto sono uno scriciolo d'uomo! Alto due metri, spalle larghe, io con i miei miserrimi settanta centimentri oltre il metro, la mia pseudo virilità è scappata a nascondersi sotto il tavolo. Però mi ha fatto piacere scoprirlo così, tra i suoi amici e il suo non-so-se-si-può-così-dire-innamorato(?), a parte il timore reverenziale per la sua altezza, mi ha dato l'aria di trovarsi bene in tutto, il che è una cosa molto apprezzabile in una persona.

Dopo tale incontro, fatto all'Anima, io e gli altri ci siamo avventurati al Block. Bella discoteca, bella musica, forse con un pò troppo fumo, per il resto era okkey e credo si sarebbe divertito molto pure Fievel, ma scommetto non mancherà la prossima volta! Lì ho fatto pure la mia prima esperienza in una dark-room. Ovviamente ho dato sfoggio di tutto il mio spirito da educanda fermando con epiteti moralistici qualsiasi mano molesta. D'altronde mi ci avevano buttato dentro a forza! E non ho avuto neppure alcun sussulto nelle parti basse, completamente morte, si attivano oramai solo al mattino e in presenza di Daimon(al quale basta anche solo un respiro lontanamente erotico per smuovermi l'ormone).

Ci credete in pochi, vero? In effetti qualcosina è successa. Spinto a forza da un amico di Alce, sono stato costretto a ripercorrere quei corridoi per tre volte. Il tipo cercava di farmi perdere il controllo  delle mie inibizioni e non voleva affatto arrendersi neppure davanti all'evidenza moscia del mio apparato riproduttivo, quindi che potevo fare se non accontentarlo con qualche stratagemma? Ci siamo infilati in un cubicolo con un unica uscita/entrata e nel marasma della gente compressa lì dentro, qualche palpatina e finto respiro affannoso, gli ho fatto farsi fare(chiedo perdono a tutti i volumi di grammatica e letteratura italiana!) un pompino da uno sconosciuto. Gli sarebbe bastato? Ovviamente no, perchè a quel punto sarebbe dovuto toccare a me essere "soddisfatto". Grazie alla scusa del "qui fa troppo caldo e l'aria è irrespirabile" ci siamo mossi in un angolo un pò più sfollato(anche perchè l'unico illuminato) e lì ha cominciato a palparmi con insistenza un pò ovunque. Le mie reazioni nella parte bassa erano sotto lo zero e lui duro più di un mulo mi ha pure domandato "è perchè sei passiva, vero?"... "Ma anche no, mai avuto nessuno dietro. Semplicemente non ci ho voglia e non so in che modo spiegartelo" "Eri tu a toccarmi prima o no?" "Te l'ho detto che sono molto più bastardo di te... La maggior parte di quelli qua dentro non sa neppure lontanamente cosa voglia dire toccare e il resto credo abbiano l'età dei miei genitori...  'Nimo, va!". Ora posso dire di essere stato pure io in queste(purtroppo) famose dark-room, ma non ne ho colto lo spirito adrenalinico ed eccitativo, magari fossi stato libero l'avrei vissuta in maniera diversa, ma i miei entroterra ultra cristiani non me lo permettono.

Alle quattro passate siamo tornati a casa, bevuto all'incirca un litro di thè freddo e poi a nanna. Il giorno dopo ci siamo rimessi in viaggio per il ritorno a casa, un pò tristi per la partenza, ma con la certezza di tornarci a breve.

Ieri infine hanno ricoverato mio padre all'ospedale per un operazione angioplasma all'aorta(credo si chiami così, comunque qualcosa d'inerente ad una arteria collegata al cuore), e stamattina hanno eseguito perfettamente il taglia e cuci con anestesia totale: nessuna complicazione, tutto è filato liscio e ne siamo tutti molto sollevati.

Alucard82
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venerdì, 19 ottobre 2007, ore 22:54

Mi sembra di esser stato assente per un mese dal blog, ma probabilmente son passate solo due settimane. Come qualcuno aveva anticipato in un commento son riuscito infine a pigliarmi la patente. Potrei dilungarmi sulla sfuriata fatta al mio  insegnate di guida, che per l'ennesima volta, in una delle sue escalation umilianti a danno del sottoscritto, si è beccato una delle mie performance, dove tendo a tenere i nervi sotto controllo e il cui unico risulatato è una sommaria quanto lapidaria presa di posizione riguardo l'incapacità dell'istruttore di svolegere il suo lavoro. Potrei soffermarmi sul fatto che all'esame, l'istruttore in questione, esasperato evidentemente dalla mia presenza, ha preso possesso dei comandi dei pedali in modo tale da non farmi commettere alcun errore, anche se non ce n'era alcun bisogno(naturalmente)-a riguardo voglio portare a testimoniare mia madre, che è ancora viva e senza alcun graffio dopo averla portata a NordicaCity sia di giorno che a buio inoltrato-. Potrei, ma non voglio. Come non ho intenzione di soffermarmi sul fatto, che nonostante io disponga della famigerata schedina rosa, i miei non mi lascino usare la macchina se non accompagnato da qualcuno: credono forse che la presenza o meno di qualcuno accanto possa cambiare le sorti di un incidente? o che a loro insaputa io concorra a qualche gara di corsa clandestina? Io con una panda trovo la cosa assai assurda, ma sappiamo che non c'è limite alle preoccupazioni e supposizioni balzane dei genitori.

Sono stato nuovamente a BellaVista e questa volta esclusivamente per andare in università, mettere a posto per l'ennesima volta i crediti sul mio libretto virtuale(quello cartaceo ormai non serve più ad alcunchè) e parlare con il professore che dovrebbe portarmi alla laurea. Uso il condizionale perchè il soggetto non si è neppure degnato di chiedermi chi sono e stava per liquidarmi con un semplice "ci vediamo la prossima volta" se non l'avessi fermato proponendogli già un argomento per la tesi. La cosa non lo ha smosso molto e si è concluso con un nulla di fatto, non mi ha neppure dato una qualsiavoglia linea guida: in pratica mi devo arrangiare.

Nelle scorse settimane sono stato pure a NataleSpritz, alla festa della laurea di Arale e casualmente nelle vicinanze della festa ci siamo fermati ad un bar, un posto chiamato Anima(nessun nomignolo, è quello originale), lì mi è venuto in mente di chiamare Zeik, purtoppo non era disponibile e così abbiamo rimandato l'incontro ad una "prossima volta". Ora mi devo ricordare di avvertirlo che "la prossima volta" sarà sabato 27 di questo mese... ci riuscirò?

Tra gli invitati della festa a NataleSpritz non poteva mancare il cugino di Arale, ovvero Jack. E indovinate un pò che è successo? Lì in mezzo alla festa e nei dintorni abbiamo cominciato a limonare, indifferenti di chi ci passasse accanto, ma sopratutto alla faccia del mio moralismo che mi vedrebbe sentimentalmente impegnato con Daimon.

Già, perchè una cosa l'ho capita: io sono innamorato e non posso farci assolutamente nulla. Mettendo pure il caso che l'indomani Daimon mi telefonasse e mi dicesse che si è fatto un'altro tipo, sono talmente perso e soddisfatto del nostro rapporto(strano) di coppia che immancabilmente lo perdonerei anche se fosse colpevole solo nella mia testa(inutile ricordare che per lui un tradimento di solo sesso conta meno di zero). Alla fine quel fetente ce l'ha fatta, ha ottenuto quel che voleva, anche se in certi limiti. Di certo non mi voglio considerare una coppia aperta! Più che altro son io che son arrivato alla frutta, non posso chiudere gli occhi di fronte all'evidenza che io con Daimo mi trovo bene, andiamo d'accordo nel bisticciare e certo non posso mettere in secondo piano l'intesa sessuale che c'è(anche se ultimamente, devo ammettere, non è così soddisfacente, ma probabilmente è dato dallo stress che ambedue abbiamo dalle nostre rispettive situazioni)! Strano a dirsi, con lui mi sento tranquillo e appagato.

Ora però è partito. Se n'era andato l'altra settima a Londra, ma dopo cinque giorni è tornato ed è direttamente passato da me(mi ha chiamato alle quattro e mezza da BellaVista dicendomi che avrebbe preso il primo treno per NordicaCity e giungere a casa mia il prima possibile), per poi andarsene la sera nel suo appartamento in montagna, dove io l'ho raggiunto il giorno dopo. Da lì, la mattina successiva, siamo partiti insieme per BellaVista e mi ha accompagnato in giro per l'università e successivamente in giro per il centro. Lì è stato tanto tenero da mettermi un braccio intorno alle spalle e darmi un bacio, questo credo sarà il ricordo che terrò in mente finchè non tornerà di nuovo. Perchè ora è voltao in Brasile e non si sa quando tornerà, forse tra qualche mese, ma non si sa nulla di preciso... fortuna che son resistito dal dirgli che lo amo, ché sarei stato proprio patetico...
Alucard82
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domenica, 02 settembre 2007, ore 18:16

Ma che ve lo dico a fare, mi chiedo. Tanto lo sapevamo tutti che alla fine... forse però è bene che parta dall'inizio. Dopo la famosa telefonata della disperazione, daimon ed io, ci siamo visti venerdì. A casa mi ero ben preparato con domande, metafore e quant'altro per battere qualsiasi centimetro del possibile discorso della serata. Ero risoluto a carpire il più possibile cosa lui volesse da me, ad aiutarlo a farsi un pò di chiarezza sulla sua confusione("non so cosa voglio, ma non ti voglio perdere"). Ci son volute due ore di dialogo, in cui mi sono abilmente bloccato dal distruggerlo moralmente e dallo sparare a zero(il mio problema è che se m'incazzo tiro in ballo i massimi sistemi e il "nemico", incarnato nella persona che accidentalmente ho davanti, diventa il "male assoluto della società contemporanea"), per ricevere infine un "ci vediamo sabato, forse, e intanto macino quello che abbiamo detto". Bel risultato, vaccadé! Tsk!

Mentre ero concentrato sullo schiarire le sue volontà, ho smosso in contemporanea, ma senza dire nulla all'altro, qualche mattoncino che nascondeva il nuovo desiderio della mia anima nascosta. Ho dovuto farmi la strada di ritorno a piedi verso casa(non pensate a chilometri di asfalto, siamo stati al bar del paese: tipo cento metri dall'appartamento dove dormo-alias casa dei miei-), è stato lì che ho avuto la spontanea gemmazione e la realizzazione del "nuovo desiderio", divenuto quindi "volontà".  Non voglio stare con daimon, non è la persona per me; che ci ho da spartire sentimentalmente con uno che suona su barili coperti da un telo simil-pelle, cala perchè glielo chiedono di fare e ha una assurda e pessimistica visione della vita? Il mondo(irreale) dei gay è una merda? e non frequentarlo, cribbio!(quest'ultima affermazione è dovuta al fatto che spesso daimon si "vergognava" di essere omosessuale fino quasi al punto di disprezzarsi e disprezzare tale condizione, a causa di quella falsa comunità che si è auto eletta rappresentante degli omosessuali, che lucra sopra festini e dark-room, senza responsabilizzarsi al ruolo educativo che dovrebbe pure avere, senza tutelare e senza 'manco preoccparsene, di quegli associati più deboli che si ritrovano in balia di pervertiti e persone, non gay, PERSONE dagli scopi più turpi e infidi che l'uomo possa avere, rassomigliando a viscidi serpi attorno  alla gioane vittima,  perchè sono i giovani, sopratutto, a dover essere tutelati in queste associazioni!)

Il giorno dopo mi son svegliato più leggero, ma ancora con qualche scoria alterata per la storia andata male con daimon, ma mi è bastata un'uscita con gli amici e la bevuta di qualche litro di birra e vino per disintossicarmi e domenica ero più arzillo che mai. Sopratutto dopo una missiva di Blogger, a cui avevo chiesto qualche parere a riguardo di Daimon. La sua chiarezza espositiva e la concordia con i miei pensieri non espressi, hanno ulteriormente dipanato alcuni miei dubbi e smantellato anche gli ultimi rimasugli di speranza sul proseguimento di una storia con l'uomo dei tamburi. Nel pomeriggio avrei visto Daimon e dalla teoria sarei dovuto passare alla pratca.

Dopo la prima mezz'ora in cui lui era titubante ancora su cosa volesse, ma allo stesso rimaneva fermo sull'impossibilità di avere una storia seria perchè "non si sente ancora pronto", gli ho messo in chiaro che neppure io ho alcuna intenzione di avere una storia con lui, pronto o no. Non nascondo comunque che avrei voluto saltargli addosso e per un altra mezz'ora ho cercato di pensare a come buttargliela lì(fra le gambe) senza risultare troppo incoerente con l'immagine di Alucard nella versione de "Il Moralista".

Ho colto la balla al balzo quando lui ha chiesto che avremmo fatto nel pomeriggio; la mia risposta è stata "sesso, poi mangiamo, sesso, andiamo a NordicaCity e infine sesso... ti va?". Inutile dire che sono irresistibile quando faccio di queste proposte.

Era pure preoccupato che mi facessi strani viaggi dopo che l'avessimo fatto, che poi mi pentissi e ci stessi male... povero illuso. Sarò pure un romanticone che crede ancora all'ideale di coppia "classica" fedele e felice, però non sono a tal punto illuso e recidivo nei confronti di un rapporto che dichiaratamente(da me, e questo è il nodo cruciale di tutto) è fallito.

Ora è da vedere se riusciremo a rimanere amici. E chissà che non mi conosca per quello che sono veramente. Riuscirà a resistere al mio lato iper critico e isterico che solo una stretta cerchia di persone riesce a tollerare e codificare in dimostrazioni d'affetto(simile a "ti meno perchè ti voglo bene", ma di natura verbale, perchè sono contrario alla violenza fisica)?
Alucard82
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venerdì, 31 agosto 2007, ore 10:49





Prendi un uomo,addiziona problemi,sottrai soldi,

dividi gli amici e moltiplica i nemici;

otterrai una fidanzata



(o un fidanzato, come vi pare)










Trovato tra le leggi di Murphy messe simpaticamente a disposizione da Google.









Alucard82
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giovedì, 30 agosto 2007, ore 12:00

Il caso è il miglior regista della vita. Passato il martedì a piangermi addosso per gli ultimi eventi avvenuti con daimon, mercoledì mi sentivo quasi pronto per voltare pagina, credere che tutto sommato questa "perdita" non fosse del tutto così negativa, che in fondo credo di meritare qualcosa di più, che in effetti era più da personaggio da soap-opera voler creare qualcosa con una persona come daimon. O forse no?

Ieri sera daimon mi chiama inpanicato dicendomi "Alucard, mi devi aiutare!": la mia mente melodrammatica aveva già configurato uno sfondo poliziesco, dove il protagonista, con l'aiuto del suo ex-amante, tentava la fuga in terra straniera per scappare dai sicari, mandati dallo strozzino, e dalle forze armate della finanza. Come seconda opzione mi ero immaginato una latitanza forzata a causa di una lotta fra bande clandestine di extracomunitari, in cui lui aveva preso parte per caso e ammazzato uno. La terza opzione era più concreta: aveva bisogno di soldi. Quasi me ne vergogno un pò per averlo pensato. La realtà era molto più... non so, giudicate voi.

Al telefono sembrava fosse addirittura in lacrime e in preda alla disperazione più nera: "Alucard!", come dicevamo, " mi devi aiutare! Sono una settimana e mezza che non faccio sesso e sono in piena crisi d'astinenza!"...
Alucard82
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venerdì, 24 agosto 2007, ore 22:16

Non so quanto mi faccia bene andare in cerca di altri blog dove le cose vanno peggio(e molto) rispetto alla mia situazione. Voglio dire, dovrei tirarmi su per il fatto che il detto "sorridi, c'è sempre qualcuno che sta peggio di te" è assolutamente confermato nel mio caso, ma in realtà la cosa mi fa nascere immensi sensi di colpa per essermi azzardato a soffrire per una situazione personale di così poco conto come lo può essere il fatto di aver rotto con Daimon. In un certo senso, continuo a chiedermi se in questo mondo esista il diritto di soffrire per amore, e più in generale, se noi del mondo "civilizzato-benestante" ce lo permettiamo solo con un piccolo slancio d'ipocrisia. Questo strano giro di idee mi blocca lo sfogo emotivo di cui avrei tanto bisogno. Aggiungete il fatto che ho un orgoglio contorto e ben innervato in tutto il mio tessuto cerebrale e aortico(nel mio stato attuale mi permetto pure di usare parole dal dubbio significao per intendere ben altro), e capirete quanto io riesca a covare il dolore. In effetti credo di non essere ancora giunto alla piena maturescenza di questa ferita sentimentale, ma ogni giorno ne provo un pizzico di più. Come se fosse un taglio cicatrizzato di fresco a cui tolgo, poco alla volta, la crosticina di sangue secco nella speranza di scorgere un arto guarito e invece me lo ritrovo tumefatto.

Così mi ritrovo a tenermi il cellulare ad una distanza massima di un metro, e se lo abbandono per più di cinque minuti, lo faccio come un neo ex-fumatore tenta di rimanere lontano dalle sigarette: con l'ansia e il desiderio di tornarci, con la speranza che intanto "qualcuno" abbia chiamato. E se "qualcuno" non ha chiamato stai a sospirare, e se poi "qualcuno"(lo stesso di prima, ovviamente) ha chiamato, finita la telefonata, stai a porcare. No, perchè come al solito, ora inizia la giostra del "ti riporto le cose che mi avevi prestato", che non è la stessa cosa del "vengo lì e ti ridò tutto", ma è più simile a "mò, se prima ci vedevamo quasi tutti i giorni, adesso è tanto se entro un mesetto riesco a trovare un buco di mezz'ora per riportarti le tue cose che, gentilmene, mi avevi prestato quando eravamo insieme": che palle 'sta vita!

Zio porcooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Alucard82
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martedì, 21 agosto 2007, ore 09:25

Avevo immaginato un post strappa lacrime, ma quando finisce una storia non è assolutamente nel mio carattere starmene lì in piazza a rimpiangere cose. Anche perchè solitamente non c'è mai molto da rimpiangere. Parole e viaggi mentali, tutt'al più.

Con Daimon è finita ieri pomeriggio, mentre stavamo sdraiati nel letto per divergenze sul concetto di rapporto a due in una coppia. Non si è affatto litigato, dopo si è pure andati a fare un giro a NordicaCity. Semplicemente, io non vedo la coppia aperta, mentre lui sì; entrambi abbiamo sperato in un cambiamento in questo senso nell'altro, ma in noi probabilmente la speranza si è fatta una vacanza a lungo termine(che torni per settembre? no, perchè l'estate sarebbe agli sgoccioli e sarebbe il momento di rimettersi al lavoro), più lontana da lui che da me, chè come ho spiegato qualche giorno fa, sono già predisposto agli urti eventuli.

Puntualizzando: in questi mesi con il sottoscritto, lui non si è fatto nessun'altro, ma non esclude(anzi ne è quasi certo) che nell'arco di qualche anno(perchè lui si conosce) si sarebbe scopato anche qualcun'altro(ma solo una scopata, eh? mica una storia seria, semplicemente una scopata di passaggio, tanto per cambiare un pò di aria al culo, che dopo un pò lui si stufa a prendere sempre lo stesso...). Insomma ci siamo lasciati per supposizioni, ma va bene così.

A chi si domanda come sto: tranquillo. Cosa provo nei confronti di Daimon? Posso solo dire di non esserci arrabbiato, comprendo che sono scelte vedere la coppia in un modo o nell'altro, non sentenzio, ma sinceramente non so se posso rimanerci amico(ovviamente, lasciandoci, il "rimaniamo amici?" non poteva esimersi dal presenziare).
Alucard82
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lunedì, 20 agosto 2007, ore 19:16

Vi ricordate di ieri? Il discorso sui sentimenti e del "semplicemente sto bene con lui" e bla bla bla? Ecco, as usual è andato 'affanculo tutto quanto!
Alucard82
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sabato, 18 agosto 2007, ore 19:48

Da tempo che non lascio qualche traccia su questo blog. Sembra che mi vada tutto bene, o che non abbia tempo per dedicarmi a questi fogli eletronici: è quasi tutto vero. Ieri ho litigato con mia madre, ma mi ha fatto bene. Erano giorni che mi portavo dentro il peso della frustrazione e de "l'urlo imcompreso e inespresso" che mi affligge da qualche mese a questa parte. Ho litigato con mia madre, accuse mie di soffocamento e gli ancestrali sensi di colpa da parte di lei, un inutile discussione, nata da inutili battibecchi e frecciatine. Dò sempre l'impressione di essere un presuntuoso, lo so, ma lo faccio in realtà per una insicurezza genetica,la quale son ben riuscito finora a nascondere. Le mie reazioni diventano eccessive, isteriche nel momento in cui mi si sottolinea qualcosa di chiaramente difficile da realizzare. Parto dal presupposto che comunque i pericoli, in ogni cosa, sono compresi nel viaggio. Tenermeli presenti ogni due secondi non ha alcuna utilità se non di aumentare la paura di cadere. Non è che poi sia impreparato agli eventuali urti, sono pronto ad ogni evenienza e prima di muovermi ho pensato giorni e giorni a cosa fare e ai possibili cambi di direzione e agli imprevisti. Se io dò l'impressione di aver la riuscita di qualunque cosa a portata di mano, i miei famigliari invece, al contrario, credono nella disfatta, impossibilità e assurdità di certe mie idee... cavolo... volevo scrivere di tutt'altro e invece mi ritrovo ancora a lamentarmi, e io odio lamentarmi quindi, lascio perdere, vado a caporiga e ricomincio.

Da un paio di giorni ho la quasi conferma di una cosa: dopo quasi due anni di latitanza, la parola innamorato mi suona famigliare. Già, credo di essere innamorato di Daimon, spero solo di non impazzire. In passato mi è capitato ed era una sensazione soffocante e liberatoria, un ribollire di confusione e respiro corto ad ogni minuto passato a pensare all'assenza di "lui-accanto-a-me". Vorrei sapere come possiamo definire bello e grandioso un sentimento come l'amore, che ti lascia incosciente e destabilizzato al pensiero di "lui-lontano-da-me". Ho imparato a conviverci da tempo con ste sensazioni, inutile, inutilisimo, provare a darci una ragione, un'intricato dispiegamento di cervellotiche teorie e convincimenti(cosa che da adolescente ho fatto spesso e volentieri) per sperare di non soffrire più. L'unica è fare finta di niente, lasciarle lì inespresse, o accontentarsi semmplicemente di un "mi manca". Perchè a me "mi manca", altrimenti proverei a chiamarlo, anche se so che è al lavoro e probailmente non risponde, e che succederebbe pi? Che ci starei male, e allora preferisco che sia lui a farsi vivo. E con lui, con Daimon, non corro il rischio di aspettare giorni o settimane accanto ad un telefono che non vuole squillare, forse perchè mi vuole, o perchè è fatto così, chiamare una persona cinque volte e più solo per sentirla. Non m'importa molto perchè lo fa, so solo che mi va bene ed è esattamente ciò che voglio, che mi dà quello di cui ho bisogno e non devo neppure stare a chiederglielo perchè me lo dà spontaneamente... oddio... la casa al mare non me l'ha ancora fatta vedere però, chissà, in futuro... per ora mi accontento della sua casa in montagna, nella quale mi ha già proposto di venire ad abitare finchè non si sistemano un pò le cose(il suo lavoro, la mia laurea e quindi il mio lavoro) e poi, da lì, pensare ad un appartamento adatto ad entrambi(vi pare che io me ne possa stare isolato e/o lontano da un qualsiasi centro abitativo con meno di 10 bar? necessito dello spritz hour, io!).

Ho aspettato molto prima di raccontarla, ma da due settimane a questa parte è successa pure una cosa abbastanza importante. Alla prima volta non ci ho dato peso, "figurati se lo dice sul serio" avevo pensato, poi me l'ha ripetuto una seconda volta e stavolta da sanissimo(lo ammetto, la prima volrta gli avevo dato da bere quasi due bottiglie di vino per convincerlo a farmi un.. err... basta che dica che inizia con la "p" per farmi capire, vero?). In passato sarei corso tutto esaltato a scriverlo sul diario e sul calendario come data da segnare, e sopratutto avrei preso quelle due paroline magiche come un contratto prematrimoniale a lungo termine. Oggi sono un pò più cauto, lo scrivo dopo due settimane e senza sembrare un esaltato innamorato. Daimon mi ha detto ti amo, e non sussurrandomelo all'orecchio, ma guardandoci in faccia, mentre al solito ci divertivamo a stare vicini, uno sopra l'altro, a scherzare del lavoro e delle cose della vita, a sognare del nostro futuro, lasciandoci a dolci considerazioni sulla nostra coppia; mi ha detto ti amo a bocca aperta, sorridendomi e poggiando le grandi mani alla mia testa, giusto prima di fare all'amore.

E mò sto davanti a questo schermo inebitito a pensare alla dolcezza di quelle parole e alla sua voce allegra(che mi piace un sacco sentire). Ogni tanto qualche nuvola di dubbio, ma non si sofferma perchè tanto non ci bado.

Con lui

sto bene

così.
Alucard82
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venerdì, 03 agosto 2007, ore 11:32













Avvertenze: le scritte in neretto vanno lette con il tono della madre di Jean Cloude di Sensualità a Corte




Da come si arguisce(che bello l'italiano) dal titolo, l'esame pratica di patente non l'ho passata. L'esaminatrice ha sentenziato che stavo troppo vicino al marciapiede e per questo non ero idoneo al conseguimento(che bello l'italiano 2) del fottuttissimo tesserino con la mia dolce faccetta sopra. Rotonde fatte, parcheggio fatto, precedenze rispettate, inversione di marcia eseguita(tranne che una volta non ho guardato dietro voltandomi, ma solo dallo specchietto: maledizione!), ma guidavo troppo a destra. Ed ora dovrò aspettare settembre per ritentarci e inoltre la scuola guida rimarrà chiusa venti giorni per ferie: che culo....

A parte l'iniziale delusione ero e sono tutt'ora preoccupato per come la prenderanno i miei. Ho appena sentito mio padre e mi è parso calmo, addirittura ha tentato di consolarmi, ma in effetti chi mi preoccupa di più non è lui, ma mia madre. Come scritto in precedenza, sembra stia vivendo un momento di crisi esistenziale e quindi molto incline all'isteria, al panico e alla disperazione. Come se non bastasse già la mia complicata coscienza a rendermi uno sfranto, ci si metterà puer lei, o perlomeno io ho paura di ciò. Riusciranno i miei nervi a trattenersi dall'esplodere in una diarrea verbale contro mia madre?

Daimon intanto, ieri notte, è partito per London e sembra non tornerà prima di un mesetto: è la prima volta che stiamo lontani così a lungo da quando ci siamo messi assieme. Tanto per aggiornarvi siamo vicini all'inizio dell'ottavo mese di questo rapporto, il più lungo per il sottosritto e se arriva al nono mese sarà lo stesso anche per lui. Dite che il periodo che se ne sta oltremare è da contare?

Io credo di sì, almeno che non accada qualcosa in 'sti giorni.

Ad ogni modo, tornando al discorso patente, la prossima volta che andrò a fare delle lezioni voglio decidermi da solo l'istruttore, che per la prima e le ultime due me ne hanno assegnato uno davvero scortese, maleducato e nervoso. Io con quello lì non ci volglio più avere a chen fare, l'ultima volta mi son pure incazzato e gliene ho dette quattro, al che se ne èm stato zitto e abbiamo fatto una delle mie migliori prestazioni al volante(figuratevi le altre...), poi però non mi ha neppure salutato nè ragguagliato sull'esame: tipo che se ne è sbattuto altamente i coglioni. Si sa che la maggior parte degli istruttori sono dei rottinculo, però un minimo di rispetto ci vuole, non me la puoi menare male con epiteti genitali e porchi di qua e di là, solo perchè, visto il limite dei novanta, mi ostino ad andare ai settanta: cazzo! lamentati se vado troppo veloce, non se sto dentro i limiti di velocità! Capirei se fosse perchè mi vuoi insegnare a mettere la quarta, ma siamo alla quarta lezione, ormai c'è poco da appurare se so ingranare la marcia! Ammetto che forse una lezioncina in più ci sarebbe stata, ma se volevo farla entro agosto non potevo che provarci ora, dato che dalla prossima settimana se ne vanno in ferie e non riaprono se non a fine mese... che palle! Mi sento un pò deluso da me stesso, ma è inutile pensarci troppo, meglio mettersi in forma per la prossima volta! E vai di Oblivion!



P.S.= Oblivion è un videogioco che mi sono comprato due giorni fa in cui non vedo l'ora d'immergermi completamete, studio permettendo, ovviamente!
Alucard82
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martedì, 24 luglio 2007, ore 13:22

Aiuto! Sta succedendo di nuovo, pensavo di essere cresciuto e di non avere più quelle aretratezze da adolescente; pensavo che quella specie di panico frammisto a disperazione e senso di caduta nel vuoto, fosse roba da primi amori! E invece me ne sto qua a acrivere del fatto che da quando Daimon è partito per Londra io mi sento un rimescolamento continuo dentro il mio corponche mi fa disperare! Che palle essere innamorati e rendersene conto solo quando l'altro ci manca!
Alucard82
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mercoledì, 18 luglio 2007, ore 15:19

Spero un giorno di riprendermi la mia autonomia, soprattutto perché in questo modo non verrò più interrotto nei miei momenti personali. Quello che più mi tortura a stare a casa è il fatto di essere privato dei miei spazi, i miei tempi e i miei momenti. La cosa diventa pesante e insopportabile in particolar modo ora, che sono in periodo esami e che il mio ragazzo sta vivendo una situazione drammatica in cui sono inerme. Vorrei riuscire a sfogarmi, ma ho paura di trovare invece incomprensione e giudizio, invece di aiuto, disapprovazione. Vorrei essere consolato, ma nella mia attuale fragilità, ho il terrore di cadere in frantumi. Sono talmente preoccupato da ciò, da chiudermi nel silenzio e nell'isolamento. Ed è assurdo che ciò che vorrei in realtà è esattamente l'opposto: vorrei gridare, urlare dalla disperazione, potermi appoggiare a qualcuno e farmi coccolare amorevolmente: non compatito, ma consolato.


Di questi tempi quindi non è difficile vedermi fare le cose più stupide, perdere tempo dietro cose inutili e del tutto di secondaria importanza rispetto, ad esempio, allo studio. Ma sono i miei tentativi di fuggire e sopportare quel che accade a Daimon. Voglio solo stargli accanto, posso solo stargli accanto, e per il tempo in cui stiamo insieme alleggerire, seppure di poco, la sua vita. Che sia semplicemente un uscita a bere qualche bicchiere di vino, o il gelato, o una cena al ristorante, voglio offrirgli tutto quello che sarebbe normale per una persona senza problemi. Le più piccole e semplici cose, fatte con leggerezza, senza preoccupazioni e pensieri assillanti, diventano imprese.Da una settimana e mezza sto mettendo a tacere la mia coscienza  e la mia ragione ferita dalla realtà, la mia fede dissacrata dai fatti, cerco di sopprimerla con tutto l'amore di cui sono in grado, con l'ottimismo e la superficialità del sorriso, sperando che questo basti per vivere e non uscire fuori di testa.
Alucard82
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lunedì, 14 maggio 2007, ore 09:51

Ai giorni sucessivi al Family day, incurante degli ultimi fatti di cronaca, io mi preparo a tornare nella casa di Daimon. Ha cominciato a lavorare fisso(pure con contratto) in una piccola azienda edile: in pratica guida i cingolati e fa il manovale. Dieci ore al giorno per sei giorni alla settimana. Lavorare non è un opzione per lui, qualcosa di cui può fare a meno, e neppure scegliersi qualcosa di meno faticoso per la sua schiena, già a pezzi(nel vero senso della parola), perchè trovare un lavoro diverso significherebbe forse non raggiungere quella quota sufficiente a pagare la banca e tenere il minimo indispensabile per affitto e viveri. E ci sarebbero molte altre cose, ma taccio.

Standogli accanto cerco di raffrancarlo dicendogli che deve tenere duro ancora per qualche anno, che ormai gli manca poco. E nonostante tutto, insiste ancora a volermi fare un regalo o a pagarmi la cena al ristorante. Quando può farlo, lo fa. E oggi torno da lui, dopo il suo primo giorno di lavoro. Anche se sarà per poche ore, stanotte rimarrò da lui e domani di nuovo qui. Ci chiamiamo tre, quattro, pure cinque volte al giorno chiedendoci quando sarà la prossima volta, ed ora che dovrebbe diventare più insidioso ritagliarsi un momento per noi due, mi arriva con la proposta di vivere insieme; se i miei lo sapessero credo mi sparerebbero all'istante qualora accettassi, quindi accetterò solo di avere le sue chiavi di casa. Unirò l'utile al diletttevole: nel suo appartamento avrò tutta la quiete e l'assenza di distrazioni necessaria per iniziare a studiare seriamente: niente cane da portare giù, niente frasi assillanti ogni quarto d'ora, però neppure computer, giri in città, televisione(il suo funziona solo con la console e il lettore dvd) e serate con gli amici. Un eremitaggio dedito allo studio e ad una mezza convivenza, con pace all'anima dei miei genitori.

Cambiando discorso infine, come mai UNA manifestazione organizzata dalla Chiesa vale molto più delle centinaia fatte dalla comunità GLBT? Se in politica si "affossano" i DICO ora con tanta facilità per una voce contro, m'incazzo sul serio!
Alucard82
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lunedì, 23 aprile 2007, ore 13:56

Pensavo che non l'avrei fatto, pensavo di non interessare più questa storia, di aver realizzato di desiderare qualcos'altro. Venerdì notte sapevo di non aprirgli solo la porta di casa, ma lo facevo rientrare in me, spero non per un vizio.



Mi ha tradito e non ci sono scuse. Ciò nonostante gli sto ancora accanto. Perchè gli voglio credere, perchè forse c'è ancora qualcosa che voglio da lui.



I miei genitori sono partiti per una settimana in vacanza, mi hanno lasciato il cane, l'appartamento e le chiavi della macchina (quest'ultimo è stato un grosso errore: io non ho la patente, ma qualcun'altro...); lui sta da me, dorme nella mia stanza dopo aver passato una nottata turbolenta di confessioni ed episodi di una vita costellata di piccoli e grandi traumi. Più di altri, forse, ha avuto a che fare con le asprezze della vita e la meschinità dell'uomo.

Le ore e i giorni passano a velocità quadrupla con lui e Daimon stesso se ne accorge. Ci alziamo, facciamo colazione e mi cinge la vita solo per darmi il buongiorno. Chiacchieriamo, prepara da mangiare mentre io apparecchio il tavolo per noi due e quando abbiamo finito e alziamo lo sguardo sull'ora sono già le sei della sera. Altre volte si decide per una passeggiata o semplicemente di sedersi su di una panchina a parlare, a stare vicini. a guardarsi negli occhi, e il risultato è lo stesso: ci sembrano pochi minuti ed invece son passate ore: il solo a distoglierci è il nostro stomaco che richiede di essere sfamato.

In questi giorni ho sentito la Coinqui che dalla voce l'ho sentita sbalordita e forse un pò delusa per la mia scelta di accogliere nuovamente Daimon. Una reazione condivisa da molte delle persone che hanno sopportato nei giorni successive alla rottura, i miei continui ansimi, i rimandi ai giorni con lui e alla sua persona, alla mia naturale recitazione di vittima ferita e innocente. Sono un coglione a far preoccupare così la gente, faccio la parte del debole, ma in fondo le cadute non mi spaventano tanto, nè soffrire, nè essere raggirato. Voglio solo essere felice per il tempo che dura, e vorrei che lo fossero anche tutti gli altri vicino a me. Per questo m'infastidisce se le persone criticano le mie scelte o chi, accanto a me(in questo caso Daimon), riesce a farmi sentire più vivo e più vicino alla felicità anche con il suo solo sguardo o sorriso. Succhio la vita dagli angoli e mi piace l'intensità che riesco a provare nelle emozioni, andare a spremere anche le ultime gocce dell'animo e piroettare dentro di me con i sentimenti. Lui è il tramite, ma non confondo mai chi è il protagonista delle mie emozioni e della mia storia. Accade che la gente scambi i ruoli vedendoci da fuori, ma non me ne curo se non avvertendoli una volta di come stanno le cose. Loro testardi ed io pure, rimarremo nei nostri punti di vista, con la differenza che io vivo.

Mi è facile raccontare e ricordare ciò che faccio, il resto mi compare come un getto di coriandoli colorati, sensazioni dalla diversa natura, in base alle quali io mi muovo e penso verso di loro.



So solo che Daimon in questi giorni mi ha preso per mano per portarmi sul divano ed abbracciarmi soltanto, sussurandomi i suoi progetti per noi, di improbabili viaggi verso mete lontane, di avventure con protagonisti noi soltanto e la strada, la spiaggia, il lago, la montagna, la discoteca, la musica.

So solo che quando se ne è andato per tornare a casa sua mi ha ringraziato mille volte per la bella settimana passata con me, dispiacendosi assurdamente di non riuscire a darmi di più materialmente, di incapacitarsi del fatto che mi piace e dei nostri ruoli a letto, nonostante i caratteri e i comportamenti ci assegnerebbero altre posizioni, ma che proprio in queste nostre differenze combaciamo. E prima di prendere il treno mi ha chiamato al telefono per avvisarmi e salutarmi di nuovo, ringraziandomi e di desiderare di non partire e rimanere con me ancora, chiedendomi insistentemente quando ci saremo rivisti. Mi ha chiamato tornato a casa. Mi ha chiamato finito di lavorare, lusingandomi e augurandomi la buona notte, di fare il bravo e di perdonarlo ancora.

Finita la chiamata, dopo pochi minuti, un messaggio da parte sua per i sogni d'oro.

Si può diffidare, ma non essere felici per tutto questo sarebbe un delitto!
Alucard82
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venerdì, 20 aprile 2007, ore 01:19

Daimon ha chiamato chiedendomi degli orari dei treni che lo possono portare a CapitalCity. In passato forse non l'avevo specificato, ma lui abita in un paesino sperduto, lontano da qualunque struttura e servizio sociale: solo un paio di case, degli orti, degli allevamenti e molto poco altro(una cooperativa e il bar per i "veci"). Mi ha chiamato ed io ho risposto. Erano mezza notte passate, ma io non dormo ma a quell'ora. Poteva scegliere di prendere il treno del mattino presto, anche se ciò significava partire da casa sua almeno per le 5. Gli autobus nelle sue zone non sono così frequenti.

Mi ha detto che pensava di andare a dormire da qualche suo amico, anche se non sapeva ancora a chi chiedere. Un modo sottile(è un eufemismo) per chiedermi ospitalità? Ho declinato la proposta, i miei genitori lo hanno conosciuto, e hanno saputo anche gli avvenimenti che mi hanno portato a dirgli "basta", come avrebbero reagito ad un suo ritorno? Non era il caso di creare imbarazzi e turbamenti alla mia famiglia solo per fare un favore a lui.

Mi vuole tenere al telefono ancora un pò, cerca di conversare, raccontarmi delle sue giornate e chiedendomi delle mie. Non abbiamo parlato di sesso, ha capito stavolta che parlarne narebbe stato fuori luogo. Ho chiuso la telefonata dopo un pò.

Agganciando mi ci son voluti una decina di minuti per ricordare che questo sabato i miei genitori partivano per le vacanze... coincidenze?

Ho anche pensato che se doveva dormire da qualche parte, avrei preferito fosse un luogo salvo da certa gente e certi vizi. Non m'importa se vengo considerato un perbenista, un benpensante, il ragazzino pulito che vive nella bolla sociale ben inserito nel sistema. Seguo il mio pregiudizio e i miei sentori; degli istinti, vedo il loro nome e la loro direzione. Continua ad essere così da secoli, il piacere della dissoluzione e il piacere del suo contrario, sotto le loro sgargianti forme, concubiscenti ci prendono e a volte sottomettono... Solo per dire che l'ho richiamato e dirgli di poter stare da me. Posso farlo e lo scotto è solo un pizzicore; se ha bisogno del mio aiuto, se il "sacrificio" è così piccolo, posso farlo.
Alucard82
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lunedì, 16 aprile 2007, ore 23:54

La masturbazione non è, da quando ho avuto a che fare con il sesso e acquisito la (falsa?) consapevolezza di poterlo fare quando volevo, tra le mie attività preferite. Anzi, non è corretto dire ciò; semplicemente la vedo come una attività dispendiosa di tempo e di sforzi che fondamentalmente porta a poche soddisfazioni, sopratutto se messo a confronto con il suo diretto superiore citato pocanzi. Allo stesso ho la convinzione che il non toccarsi possa portare a maggiore stress, nervosismo e istinti sessuali amplificati (cosa che aiuta lo spirito della zoccola a impossessarsi della mente e del corpo per guidarli da istinti camuffati da sentimenti); purtroppo, per la scarsa considerazione che ho dell'autoerotismo, quando soggiunge un certo solletico alle zone basse, mi dico di "aspettare un attimino" e alla fine rimando sempre al giorno dopo. Il rimando è continuo, finchè non capita che faccio un breve calcolo dei dì passati e mi scopro a imbarazzarmi per tanta non curanza nei confronti delle mie "esigenze fisiologiche". Adesso che vivo a casa dei miei, il momento "giusto" per "liberarmi" è diventato il momento  della doccia, e non avendo ancora uno schermo LCD con accesso diretto al HD del mio picci incassato alla parete del bagno, mi devo girare dei filmini porno in testa. Un evergreen delle mie fantase erotiche è l'orgia, di quelle che a un certo punto non capisci in quanti sono, da dove vengano, in che direzione viaggiano e se sia fisicamente possibile la presenza così ravvicinata di un numero intorno al decimale di piselli. Oltre a ciò il protagonista delle mie attenzioni fantastiche è il tipico ragazzo inizialmente reticente e pudico che dopo i primi centimentri dei co-protagonisti si lascia andare a gridolini e a falsi dissensi a quella posizione e a quella entrata, ma che comunque continua a godere. L'altro giorno, sotto la doccia e in completa solitudine, stavo appunto filmando una di queste sceneggiiature quando la telecamera è passata, nel momento vicino all'apice della vicenda, a soffermarsi sul volto e sulle espressioni del seviziato... Il mio cervello (e non solo quello) ha avuto una brusca frenata e marcia indietro; nella mia testa si deve essere fatta strada una strana equazione, del tipo: Orgia + piacere senza controllo = Daimon. Considerando il fatto che attualmente Daimon = persona indegna del sottoscritto, ritrovarmelo da capo a collo in una mia fantasia erotica ha avuto l'effetto di innervosirmi, irritarmi e ad attivare il pensiero razionale su considerazioni riguardanti la persona e la situazione vissuta con essa.



Conclusioni: sto "rimandando" da due settimane (nel calcolo non è incluso ciò che è avvenuto con Mulder) e sono incazzato con Daimon perchè ha rovinato la fantasia erotica a cui tenevo di più!
Alucard82
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domenica, 08 aprile 2007, ore 22:41

Dal giorno alla notte. Repentino e senza ritegno. Ho lasciato Daimon, è finita anche con lui; prima di cominciare mi tolgo il dente del "tanti auguri di buona Pasqua".
BUONA PASQUA!
Venerdì ricevo una sua chiamata: gli hanno spostato il giorno di lavoro e mi chiede se ho voglia di andarlo a trovare. Ne sono felice. L'ultima volta, e come sempre,  mi ha ribadito quanto gli facciano piacere le mie visite,  di stare bene con me, che sono un tipo speciale per lui e di volermi bene; non ho dubbi, quindi. Prendo lo zaino, compro il biglietto e parto. La giornata è l'inizio della primavera; per la breve strada che devo percorrere dalla fermata a casa sua, gli alberi sono in fiore e pesanti di rosa. Ciliegi, credo. Il profumo dolce dei pollini mischati fra loro e: sole, sole e ancora sole. Indosso solo una camicia e una giacca leggera, una scelta azzardata a vedere i cambiamenti del cielo in queste settimane, ma non è un errore.
Apro la porta di casa e lo trovo a sorridermi e ad abbracciarmi. Mi sbarazzo della borsa e del soprabito per accovacciarmi accanto a lui. Mi piace l'umore della sua pelle e il calore che sprigiona al mio contatto. Scherziamo, ci baciamo, parliamo.
In intimità spesso mi punzecchia con idee per una sessualità di gruppo: gli ho sempre risposto che è prematuro nel nostro rapporto aggiungere qualcuno. Mi convinco che sia il suo carattere, da fanciullo senza freni(nonostante abbia la mia stesa età), a desiderare di voler realizzare certe fantasie sessuali. E infine mi convince, con tanti miei se e ma. Voglio dettare semplici condizioni(sempre insieme e solo se approvato da entrambi), e lui è già partito a comporre numeri sul suo cellulare per la sera stessa. Rimango disorientato, ma accetto.
Accetto, ma infine non ci riesco; lui sì.
Rimango tranquillo. Aspetto che se ne vadano per farlo da soli e per parlare ancora. Gli chiedo del suo viaggio a Modelland. Nel suo "racconto" scorgo qualcosa, una mezza verità e indago con la voce atona e l'orecchio sensibile alle variazioni canore della sua voce. So dove pigiare con le domande. Ne esce dapprima una versione confusa degli eventi. Lo incalzo a ripetere quel che è successo.
Ha incontrato un uomo, una vecchia conoscenza per il quale ha una ammirazione sessuale: "L'unico che è riuscito a farmi piangere dal piacere"(mi vengono conati tristissimi di vomito nauseabondo, senza sforzo, se ci soffermo appena l'immaginazione). Per orgoglio ha scommesso con il tal tipo di riuscire a sfiancarlo e in caso di vittoria gli avrebbe dovuto 1500 euro: l'ultima volta aveva perso e voleva una rivincita... in quale fottuto angolo della ragione umana può essere accettatta una motivazione del genere? Ci voglio dormire sopra, all'uomo che fa piangere e alla sua trasgressione della serata.
Il giorno muore e nasce ancora. Mi faccio il caffè da solo, sono ancora stordito dagli eventi, la mente si trattiene dal gridare e spegne ogni cassa acustica interna: sta in silenzio e muove il corpo in un fasullo naturalismo umano. Si sveglia anche lui, mi vede ancora sconcertato, anche se lo scambia per nervosismo e incazzatura.
Parliamo ancora di tradimento, sesso, assicurazioni sui sentimenti e sulle capacità dell'uno e dell'altro. Esce fuori anche una teoria della dipendenza dal sesso. Che è un suo problema. Che è quello che non accettavano neanche gli altri prima di me. Gli ho ricordato dei patti chiari e amicizia lunga. Così escono fuori altre mezze verità, altri uomini: "non toccarmi, mi fai schifo!". Mi esce rompendo gli scudi dell'inconscio e del sentimento. Respiro a bocca aperta, in affanno, come se mi riprendessi da un soffocamento. Il soffocamento del cuore. Dolore che cerco di allontanare con i trucchi della mente e della memoria. Dimentica, dimentica, dimentica, dimentica, dimentica. Dimentica le parole, dimentica i sentimenti, dimentica la fiducia, dimentica le illusioni, dimentica, dimentica, dimentica. Una fuga frenetica, dalla testa, non so neanche dove sono arrivato. Percepisco in maniera distratta l'immobilità del mio corpo. E Daimon che mi chiede in falsetto, quasi a scherzare, di perdonarlo, che è preoccupato perchè ce l'ho con lui. Gli dico di non parlare e comincio a prendere le mie cose. "Cosa fai?" "Non lo so", gli rispondo.
Il corpo aveva preso la direzione della mente: la fuga. Aprire la porta-finesta e scappare: poco dignitoso. Dò voce alla ragione e a qualche strazio di sentimento. Gli dico che è finita, che sono stufo di persone con problemi, di esser io a cercare dei compromessi(sopratutto con me stesso), di andare incontro, di comprendere. Che si dovrebbe sforzare anche lui di cambiare, che almeno gli entri nell'ordine delle idee di pensare alla possibile sofferenza che arreca al sottoscritto. Perchè il fatto è che al momento, lui a me non ci ha pensato neppure! Se è questo che devo accettare per stare con lui, allora preferisco perderlo per sempre. Non ci posso neppure rimanere amico, come potrei? E lui me lo chiede, dell'amicizia, ma non posso, sono già in fuga dalla realtà turpe che mi ha presentato. "Non ce la fai ad aspettare fino a mercoledì, per farmi il tuo amico?" mi chiede mentre gli rispondo con uno sguardo stralunato e avviandomi verso la luce dell'uscita. "Se cambi idea, chiamami" tenta ancora di fermarmi con queste parole all'uscio, ho solo la forza di girarmi e imitare con le dita il gesto di un vomito indotto.
A sera inoltrata mi arriva un messaggio da parte di Daimon "Sono a Verona con Lorenzo, se vuoi ti insegna come si scossa il mio culetto".... fitte al mio animo, ma sono con i miei amici; quelli che lui non ha. E oggi ne è arrivato un altro "Ho vinto"(riferendosi alle scommesse sessuali), altre fitte, ma sono con la mia famiglia; quella che lui non ha...
Il fatto di essere fortunato mi consola.
Alucard82
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mercoledì, 28 marzo 2007, ore 14:46

... err... dicevamo.. cough-cough... sì, ecco.. bhè... ehm... no, niente, mi ha richiamato e mi ha spiegato che,  ecco... insomma, è a Modelland, il cellu ce l'ha scarico,  ma si è fermato ora a ricaricarlo per richiamarmi con più calma, che era convinto di avermi confermato il fatto che fosse andato a Modelland, che gli dispiace un casino e che lunedì viene da me... 'Fanculo 'sti cazzo di sentimenti: li odiooooo!!!!! Porca la pupazzola, perchè quando credo di essere sotto controllo, poi dò di matto in questo modo, alimentando strane fantasie losche e paranoiche? Non voglio innamorarmi, non voglio fidarmi di lui, non voglio sentirmi legato, non voglio correre il rischio di stare male.... e allora perchè faccio e provo tutto il contrario?!
Cazzo!
Alucard82
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mercoledì, 28 marzo 2007, ore 10:51

Ecco, lo sapevo. Mentre mi gongolavo del fatto di essere calmo e tranquillo in questa relazione, che non ero preso da mestrui intestinali e farfalline svolazzati nello stomaco, ecco il fottuttissimo giorno maledetto. Parlo del giorno in cui ti rendi conto che potrebbe non essere come immagini, che la persona accanto sia distante anni luce da quello che provi tu, o che tu sia distante anni luce da quello che pensavi di provare. E son sempre i piccoli inconvenienti a far scattare l'illuminazione della paranoia. Nel mio caso il suo cellulare spento dal giorno prima di andare da lui. Nell'ultima conversazione aveva detto si sarebbe fatto sentre lui, chè magari passava di volata qui a NordicaCity, così da organizzarci per la mia visita da lui.
Dopo una serie di relazioni andati in aborto spontaneo, tutto questo mi dà il sapore di deeja-vù, ma la cosa più fastidiosa è il mio (ahimè) inevitabile stato d'animo: mi sento incazzato e frustrato. Sopratutto con me stesso, in quano so già che ci sono ragguardevoli possibilità di lasciargliela vinta con una semplice scusa. Porco cazzo! Non sono un uomo zerbino!
Oltretutto le mie preoccupazioni sono amplificate dal ritorno in patria di un uomo(con lo stesso nome del mio primo ragazzo) con cui Daimon tradiva quel raccontaballe viziato e con la puzza sotto il naso del suo ex-compagno(sì, quello a cui l'ho fregato). Per non parlare dei miei dubbi sulla vera motivazione che in questi giorni dovevano portarlo a Modelland: lui dice per lavoro, e se invece fosse per incontrare qualcuno? Cioè l'Espatriota(nome inventato sul momento del possibile amante)?
Per ora ho deciso di non raggiungerlo lassù in montagna: e se fosse ancora a Modelland? non ho intenzione di buttare via soldi in un viaggio a vuoto!
Dato il mio alto grado d'immaturità(ben nascosta nelle parole, ma non nel comportamento), mi chiedo se non mi atteggi da bambino davanti al rifiuto del suo gioco preferito(il sesso?): se fossero tutte meccaniche sessuali le mie? Se così fosse, sarebbe una affermazione tristemente apatica.
Alucard82
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sabato, 24 marzo 2007, ore 12:46

Mi sembra di essere tornato ai giorni delle superiori, durante le vacanze estive, che potresti fare mille cose e invece te ne stai in un contemplativo e meditativo ozio.
Nel fine settimana trascorso sono uscito con Jack, pochi giorni prima avevo sentito Daimon al telefono: voleva vedermi lunedì anche se non poteva rimanere a causa di alcuni lavori da fare a casa. La cosa mi aveva insospettito un pò: che volesse incontrarmi di persona per darmi il due di picche definitivo? Srani pensieri mi hanno accompagnato per tutta la serata con Jack e dopo qualche grado alcolico si erano trasformate in istintive certezze.
Domenica Daimon mi chiama proponendomi di venire da lui e martedì andare giù insieme a casa dai miei per rimanerci assieme un pò di tempo. Gli ho fatto conoscere la famiglia e alcuni miei amici. Ci siamo divertiti, e mercoledì prossimo sono di nuovo da lui. Alla fine sembra non abbia intenzoine di lasciarmi, ma allora perchè mi son fatto assalire da certe insicurezze e debolezze? Io so solo che più del principe azzuro, io sto cercando tranquillità e nei limiti del possibile Daimon mi lascia tranquillo. Anche emotivamente, il mio pensare a lui, non mi sconvolge, non mi fa perdere la strada e la testa per le cose che ho da fare.
Dalla prossima settimana  comincio patente: no, non ho compiuto da poco 18 anni, semplicemten prima non ne avevo bisogno, ora invece sta diiventando una necessità per le mie esigenze esistenziali(leggasi divertimento superficiale e novità passeggere).
Alucard82
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domenica, 11 marzo 2007, ore 12:47

Come detto precedentemente, martedì ho raggiunto Daimon a casa sua. Il viaggio sul tram, prima, e sulla corriera, poi, sono stati poetici. Dal finestrino vedevo ambientazioni del tutto sonosciute alla geografia pianeggiante di BellaVista; il "vecchio" è ancora vitale qui a Nordica e non lo dico in senso critico, ma con sentimento di appartenenza ritrovata. Casa mia ed io suo figlio. Ecco perchè non mi drogo, i viaggi me li faccio già da sano.
Daimon mi ha raggiunto nella piazza deserta del paese, giusto due persone che mi hanno salutato senza neppure conoscermi. Lui era sorridente e camminava sicuro accanto a me mentre mi illustrava la quotidianità del posto. Man mano ci allontanavamo dal paese, dal centro salivamo alla periferia, un ottimo banco di prova per il mio rinnovato fiato senza sigarette(sono giunto al 5° mese).
Mi aspettavo una casa disordinata, tenuta da un qualunque ragazzotto di 24 anni, con vestiti gettati a caso in giro per il pavimento, il lavabo pieno dalla sera prima e il fornello macchiato di olio, caffè e chissà che altro. Aspettative sbagliate. Tavolo lucido, pavimento in terracotta pulito, il piano cucina spledente e null'altro che ordine. Niente giornali, cd, penne, tazze fuori posto. Per un attimo ho pensato di avere a che fare con uno di quei maniaci omicida che ogni giorno ripetono gli stessi gesti e le stesse cerimonie di pulizia per una strana forma d'isteria. Il mio secondo pensiero è stato d'imbarazzo e inadeguatezza ricordando tutti quei giorni che ha passato con me nell'appartamento di BellaVista: tavolo da cucina usato come mobile per riviste e angolo studio, sala computer  adoperata a mò di scantinato per gli ogggetti che non si ha volgia di mettere a posto, camera da letto con tappeto nascondi polvere... vergogna...
Daimon non era ancora completamente guarito dalla settimana scorsa, a BellaVista si era preso l'influenza che da un paio di settimana sta girando('sta volta l'hanno chiamata "l'Americana", che poi vorrei sapere chi ne decide il nome: c'è un qualche organo specifico istituito per l'occasione? una specie di commissione di medici annoiati e zuzzurelloni che ne organizzano gli Award's? And the Winner are... Americana!) quindi ho messo  i panni del partner premuroso e coccolone: il romantico in me si è dovuto far spazio a botte con il ventenne voglioso.
In quattro giorni  di permanenza, la metà è trascorsa a guardare film davanti alla televisione e a vedere Daimon corrucciato e preoccupato per il suo presente e futuro lavorativo. Solo il penultimo giorno, con il corpo guarito dalla malattia, mi ha comunicato la sua decisione di lasciarmi. Già, tutto il quadro bucolico di me e lui in un cottage in montagna, da soli e lontani da tutto, vicini e stretti l'uno accanto all'altro, era solo il simpatico preludio della rottura. Senza neanche chiedere alcuna giustificazione di tale scelta, Daimon mi ha sciorinato le più banali scuse, sentite e risentite dai racconti delle disavventure amorose di chiunque: abbiamo caratteri troppo diversi, tu sei romantico mentre io sono un tpo più rozzo, sono troppo giovane per impegnarmi ora in una storia seria, la mia drammatica situazione esistenziale non mi permette di preoccuparmi anche di un altra persona e poi a dirti tutta la verità ho già una mezza storia con un tipo che ora è partito per l'Arabia Saudita... Ma vaffanculo(sapete leggere questa parola con la cadenza giusta, vero?)! Cerco di fermarlo spiegandogli che non me ne può fregare di meno delle motivazioni, che anzi sentirle mi innervosisce soltanto per quanto suonino ipocrite, per quanto suonino di una drammatica, quanto fasulla, inevitabilità. Dimmi che ti sei stancato e basta, senza macinarmi i coglioni con storielle filosofiche di obiettivi e di quello che sono e sei! Per me risuonano solo come un continuo "bla bla bla".
Dopo questo intermezzo mi sono scolato tre bottiglie di birra e chiesto se almeno avremo potuto, per il tempo che ci rimaneva, fare un pò di sesso. Non si è tirato indietro, ovviamente. Patti chiari, amicizia lunga: storie di sesso non ne voglio e non mi servono. Nel letto, finita la seconda volta, ha cominciato a ritrattare la sua scelta di mollarmi. Conclusione mia: sono bravo a fare sesso.
Gli ho ripetuto per l'ennesima volta che a questo punto dipendeva da lui, se voleva frequentarmi l'avrebbe dovuto fare secondo le mie regole: fedeltà e rispetto. Di rimanere amici non se ne parla neache, il mio modus operandi mi "obbliga" ad evitare ricongiungimenti strani. L'ho lasciato pensare sul da farsi, si può pigliare tutto il tempo che desidera per sapere cosa vuole(perchè alla fine non lo sa: mica può avere la botte piena e la moglie ubriaca!), l'importante è che non mi venga a rompere con storie strane. Ebbene sì, gli dò ancora fiducia, gli concedo un'altra possibilità: se mi prende per il culo e me ne accorgo, è finita e non ci si vede più.
Investo troppo nei miei rapporti sentimentali? Forse è un modo per guadagnarci nel momento della rottura della coppia... psicologia da bar...
Alucard82
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lunedì, 19 febbraio 2007, ore 14:22

Giunge fatidicamente il quarto mese di frequentazione con Daimon, la Coinqui dice che sono scemo, che mi son fissato con sta storia e che mi sono a tal punto convinto da farlo apposta. Forse è perchè dopo questo lasso di tempo mi assale la tremenda paura di innamorarmi sul serio dell'altra persona e in un meccanismo di autodifesa divento ipersensibile costringendomi a stare male, cinicamente ad aprire gli occhi e chiudere un rapporto. Dall'ultima volta io e Daimon non siamo più "giustificati"(in realtà se t'importa di una persona certe cose non le fai e basta) ad andare a letto con altri(a me non era manco mai passato per la testa.. o almeno non seriamente...), così ora mi ritrovo ad essere terrorizzato dall'eventualità che lui vada con altri, che mi pigli per il culo, che cominci ad avere problemi con la droga(tutto è possibile) e, sopratutto, che m'illuda di essere ricambiato da un sentimento sincero. Non perdo l'intera giornata su questo, però ogni tanto mi ci soffermo e allora mi paralizzo. Magari è solo l'effetto della lontananza e per fortuna mercoledì(o giovedì) torna da me. Mi auspico giovedì, perchè il giorno prima devo lavorare.
Sabato pomeriggio vengono i miei genitori a portare via un pò di cose dall'appartamento e vedranno di persona Daimon. Almeno che lui non fugga via prima. Dovevano arrivare domenica e quando gliel'ho detto mi ha detto sarebbe partito prima, farà lo stesso anche ora?
Da una settimana m'immagino come, dove e perchè mollerò Daimon: starò mica cercando di anestetizzare il mio cuore al dolore? Perchè qundo mi faccio di questi viaggi, m'immedesimo perfettamente nella parte e anche se questi sogni/incubi sono solo echi lontani della realtà, dentro mi sento strozzare. Che caspio sto facendo? Sarà che mi manca; poichè mi basterà vederlo e abbracciarlo, passargli la mano sulla nuca e baciarlo, ché i timori svaniscono lontani dietro alla porta che chiuderà alle sue spalle.
Alucard82
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