mercoledì, 29 marzo 2006, ore 13:26

Ieri sono andato a fare una lavatrice. Metti dentro, aspetta mezz'ora, leggi un libro, prendi la roba profumata con piccoli pezzetti di carta attaccati(ovviamente avevo dimenticato un fazzoletto nei pantaloni...) e torna a casa. Quel pomeriggio avevo pensato tutto il tempo alla mia ultima esperienza(più sessuale che sentimentale) chiedendomi dove poterla collocare nel mio ipotetico tragitto all'educazione amorosa, di come in fin dei conti, era quasi scontato che dopo Gemini, accadesse questo, e mi chiedevo quali ancora ripercussioni avrebbe avuto ciò nella mia prossima relazione. Così ho fatto un associazione di idee, per capire a che punto era la mia disposizione d'animo nei confronti dell'amore: la parola che vi ho associato è stata "apatia".
Esco dalla lavanderia, faccio il solito giro, non arrivo neanche alla fermata dell'autobus che... eccolo lì, Irlanda: ancora più scuro, più allampanato, le orecchie a sventola, grandi occhi e grandi sopracciglia seppur curate, il viso smunto(tranquilli, sto esagerando solo per vedere quanto nella scrittura una descrizione del medesimo oggetto possa radicalmente cambiare la sensazione nel lettore) e accompagnato come sempre da una amica. Io con la borsa pesante sulle spalle, ho avuto solo un momento per pensare a come reagire alla sua presenza, e intanto ci stavamo sempre più venendo incontro. "Ciao", "ciao" accompagnato da un flebile sorriso di circostanza, addolcito il mio da un finto imbarazzo. Un secondo, senza fermarsi, continuando a camminare, ognuno per la propria strada, non poteva essere meglio rappresentato nella realtà ciò che abbiamo condiviso per una notte. "Ciao" "ciao"
Alucard82
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martedì, 21 marzo 2006, ore 01:49

Venerdì subito dopo cena, poco prima che iniziassi a bere il caffè, sono stato travolto da brividi e da vampate di caldo. Da un momento all'altro, in una esplosione istantanea di malattia, mi misuro la febbre, controllo, 38 e 5: cosa!? Sono fottuto. Non posso andare al lavoro. E così sto fine non ho lavorato, il che vuol dire "addio 100 euro", che si può anche tradurre in "addio spese inutili, benvenuto braccino corto". Durante la notte arrivavo a 39 e 8, con sommo gaudio dei miei sogni più deliranti. Mi sono pure ritrovato a sbattere la testa contro il muro senza neanche accorgermene, poi Margot mi ha ricordato che la febbre alta a volte porta a danni cerebrali: cool. Fortunatamente di sano e normale nella mia testa non c'è niente, quindi non c'era possibilità di peggioramenti. Ho passati 3 giorni in questo stato febbrile, resistendo alla tentazione di farmi portare via dai miei. Oggi sembra mi sia passata.
Ho ricevuto notizie da terzi che Irlanda è andato a SacherStadt e che non sembrava stesse tanto bene. Secondo voi, il mio stato fisico, ha avuto a che fare con l'aver scopato con Irlanda? Ho chiesto un pò in giro e in molti mi hanno risposto che forse mi son liberato di troppo stress in una sola volta: e caspita!  Manco ci avessi fatto  una corsa di resistenza! Eppoi mi sembra assurdo che una scopata, e il relativo sfogo anti-stress, possa portare all'abbassamento delle mie difese immunitarie. Vabbè che erano 5 mesi, ma in fondo non sono così molti!
Nell'effettivo vorrei che Irlanda fosse stato qualcosa di più che una semplice scopata, mentre invece è destinato a rimanere tale. Come faccio a dirlo? Uhm... io e lui assieme non riesco proprio a immaginarlo. Lui è così... come dire... magari è stata solo un impressione, però... diciamo che sembra uno a cui le relazioni stano proprio strette, in pratica: una zoccola! Ora, secondo voi, io potei mai stare assieme ad una zoccoletta? Oltretutto di età inferiore alla mia? Solitamente non riesco neppure a farci del sesso con le zoccolette(Jack è l'eccezione che conferma la regola; Meccano... bhè, non l'abbiamo fatto tante volte e quelle volte io sentivo l'inaffidabilità dell'altra persone, e ciò non ti porta a fare tutto con il massimo impegno), figurarsi poi riuscire ad avere una relazione basilare di comunicazione, d'interesse nei confronti delle sue opinioni etc. etc. Oltretutto credo sia una cosa condivisa dallo stesso Irlanda, eppure la mia coscienza necessita ancora di provarsi di essere buona, corretta, giusta, bianca. Così mi sento ancora in dubbio se chiamarlo oppure no... ma chissà poi quando torna da SacherStadt! Lo so, è facile pensare che io ci sia rimasto semplicemente male per il fatto che lui non mi abbia mandato alcun cenno di vita dal suo maledettissimo cellulare, però così non vedreste la mia insana ipocrisia, la voglia di essere sempre nel giusto e corretto della normalità, quando invece io sono ben altro che pulito. Per me è evidente che in tutte le occasioni cerco sempre di tenere l'immagine di me stesso sublimata in uno stato simile a quello delle statue che raffigurano la Madonna... le avete presenti? Danno una sensazione di purezza inviolabile, di candore, ingenuità e totale bontà... credo che la mia coscienza non sia ancora ben accetta ad avere un'immagine di me anche sporca, perchè pure  i difetti, nella mia mente, divengono come puntini neri essenziali costituenti l'equilibrio dell'intero perfetto sistema dell'io. Chissà perchè mi devo sentire sempre tanto sicuro che quello che faccio sia anche giusto, quasi a livello dell'assolutamente giusto... ipocrisia o superbia, bhà!
Alucard82
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giovedì, 16 marzo 2006, ore 11:05

Sono ancora intontito per le poche ore di sonno, e se ho dormito poco vuol dire qualcosa. Sono intontito anche nello scrivere, quindi perdonatemi gli eventuali errori di scrittura, credo non riuscirò nemmeno a correggerli se non con un enorme sforzo. Dunque... ieri sono uscito con la Coinqui, e fin qui nulla di strano. Siamo andati a dove lavoro, poi al SenzaTempo, ormai divenuta una meta quasi fissa. E non poteva mancare lei che ci provava, stavolta però non me la sentivo di starmene in disparte. Ho cominciato a parlottare in giro finchè non mi sono fermato su di un ragazzo esile, bel visino e due occhi grandi e neri. Inizialmente la vedevo difficile, sembrava non mi degnasse proprio. Così mi relaziono con la sua amica, giusto per far capire che oltre ad offrire puramente un approccio fisico, so pure parlare ed essere simpatico. Intanto la Coinqui riesce nell'intento di addossarsi ad un tipo, io mi perdo in un discorso con uno sconosciuto, e il ragazzo esile dal bel faccino lo perdo. Quando me ne sono accorto volevo piangere, mi sono pure un pò incazzato con chi mi aveva messo nel mezzo della stupida discussione. Avevo perso il tipo dal bel faccino!!! Il tipo della Coinqui ci propone di andare in un altro bar e... al banco c'è lui, il bel faccino! Non mi caga di striscio...  mi dico "cheppalle!!", penso che probabilmente la sua amica gli ha parlato di me e come sempre questo non è d'aiuto, perchè la cosa sembra forzata, innaturale, e la pressione psicologica manda tutto a puttane. Mi siedo al tavolo con gli altri, la Coinqui  invece si alza e va a parlare con l'amica del bel faccino. Dopo dieci minuti non è ancora tornata, mando in ricognizione il tipo che ha tirato su per la sera e finalmente riesce a tornare da noi. A quel punto è il mio turno, mi alzo, vado al banco, parlo con la sua amica del più e del meno, il bel faccino invece si intrattiene con dei over 30: se la vuole tirare evidentemente. Sto al gioco. Lo guardo per alcuni istanti intensamente, poi m'introduco nel discorso e gli rubo la scena. Pensava forse che m'intimidissi, che mi facessi in disparte alle prime difficoltà? Ah! Ziocco! Dico alla Coinqui di andarsene a casa tranquillamente, di non aspettarmi, di non preoccuparsi. Come prima cosa mi faccio dare il suo numero accompagnando la richiesta con la frase "se vuoi puoi darmelo anche domattina quando ti sveglierai accanto a me...", frase ormai collaudata e che funziona alla grande. Accompagnamo le sue amiche per un pezzo di strada, poi lui decide di mollarle lì, io faccio un pò di resistenze dicendogli che non mi fido a lasciarle sole, così faccio anche la figura del dolce premuroso, ma lui mi convince che se la cavano benissimo anche da sole, e rimaniamo soli. Tempo un minuto che mi ficca la lingua in bocca e povera la macchina che ci ha ospitato sul suo cofano! Arrivare all'appartamento è stata un'impresa. Quando apro la porta trovo la Coinqui con il tipo, ancora in piedi, ancora vestiti, li guardo con disdegno dicendo: "'sti etero, che lenti che sono". Io porto il bel faccino in camera mia(nel tragitto, a parte tutto abbiamo parlato pure, fa lingue, si chiama Irlanda(ovviamente è il solito pseudonimo inventato da me) e ha 21 anni, rimmarrà qui a BellaVista solo fino a luglio, è mezzo irlandese e mezzo indiano e così mi spiego quel fascino profondo che richiama alle viuzze accalcate di Calcutta, all'afa soporifera e umida dell'estate del Tropico, alle nebbie incantatrici dei narghilè... lo so, esagero...) e da lì...
Ho dormito poche ore, probabilmente cinque, non so, e anche appena svegli, il suo odore, il mio odore, si sono nuovamente mescolati assieme.
Alucard82
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