La mia vita come una soap, solo che è reale, a volte non succede un cazzo, a volte troppo
odi et amo
Odio : Rifare ogni volta sti menù per i nuovi template!!!
Amo : Leggere, Scrivere, Filosofare, Pensare, Accontentare I Desideri Altrui, Raggiungere il Piacere con l'Amore
La mia musica : tanta, non tanto l'AFRO
I miei libri : Romanzi fantasy, Romanzi del '900-'800, Saggi Filosofici, Trattati Filosofici, Notizie provenienti da Internet
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pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del
7.03.2001
[...]Le persone omosessuali contribuiscono al pagamento dei contributi economici utilizzati per la gestione dell’apparato statale, esattamente al pari del resto della cittadinanza. I soldi versati, però, non torneranno a loro sottoforma di benefici. Infatti, le coppie gay non hanno accesso ai bandi di concorso per l’assegnazione degli alloggi popolari, non hanno diritto all’adozione di minori, sul luogo di lavoro non è loro concesso il permesso matrimoniale retribuito, poiché né il matrimonio né la convivenza sono riconosciute. Paradossalmente, in caso di morte del partner, non è riconosciuto loro il permesso di assentarsi dal luogo di lavoro.
L’elenco delle disuguaglianze è lungo ma, per riassumerlo, possiamo
sostenere che non solo i soldi versati nelle casse dello stato non ritornano sotto forma di contributi, ma saranno utilizzati per alimentare un sistema discriminatorio che si ripercuote sull’omosessuale stesso.
Con questi soldi, versati dai gay, lo stato paga il funzionamento dell’istituzione scolastica, finanzia la televisione e la radio pubblica, la comunità religiosa cattolica e tutte quelle istituzioni che pubblicizzano un modello di coppia e di vita eterosessuale, mentre, invece, presentano l’omosessualità come bestiale, perversa e contro-natura.
Gli omosessuali pagano le istituzioni di governo ed i loro funzionari, che
si renderanno attivi per fare in modo che questo sistema omofobo continui a replicarsi, contribuendo alla creazione di leggi che perpetuano e legittimano lo stato delle cose esistente.
Alla luce di ciò, è possibile sostenere che in Italia vige un regime di aparthaid nei confronti della comunità gay e lesbica (la stessa discriminazione è valida anche per altre minoranze e per le coppie eterosessuali non sposate). Le persone omofile sono quotidianamente vittime di anatemi religiosi e secolari.
[...]In Italia il paradigma di riferimento è quello maschile, abbinato al mito
della virilità. Esso c’impregna fin dall’infanzia: nei fumetti troviamo Superman e Super Pippo, per incentivare l’acquisto dei settimanali
d’opinione si espongono in copertina donne svestite. In televisione
i personaggi di contorno sono donne semi-nude ed un po’ stupidine. Finora nessun gioco a premi televisivo ha utilizzato come soubrette un uomo in tanga, nonostante i censimenti nazionali ci rivelano che la popolazione italiana è a predominanza femminile.Tutto ciò serve per alimentare un modello culturale e sociale dove l’uomo è il magister ludi, colui che svolge i giochi. E’ il maschio eterossessuale (bianco) che detiene il potere e che deve essere soddisfatto. Questo modello lo ritroviamo nel concetto di famiglia nucleare imposto dalla società italiana. Esso è inteso come unità fondamentale della vita sociale
e della sua riproduzione, materiale ed ideologica, intorno al quale ruota
da secoli l’inquisizione verso quei soggetti che non ne condividono
i valori e che attuano comportamenti diversi dalle norme generali.
[...]Psicologi, criminologi, psichiatri, rappresentanti della chiesa cattolica
hanno cercato di interpretare l’omosessualità, ottenendo come risultato
un ulteriore accanimento contro i gay, spingendone alcuni fino al suicidio.
Nessuno di questi luminari era dichiaratamente omosessuale: esprimendo giudizi dalle conseguenze nefaste tentavano, e tentano, di interpretare una realtà che non gli appartiene.Non sto sostenendo che non è possibile studiare l’omosessualità se non si è gay, ma penso che studiare ed interpretare una cultura diversa da quella di appartenenza significa attuare uno sforzo di comprensione, che può portare a riflettere sulla propria cultura di provenienza.
[...]I comportamenti discriminatori e il trattamento di subalternità non sono
riservati esclusivamente agli omosessuali. Come sostenevo in precedenza, esso interessa anche le donne. Le battaglie condotte per il riconoscimento dei diritti delle donne sono, per molti tratti, simili alle lotte del movimento gay.
[...]La condizione di precarietà in cui si trovano costrette le coppie omosessuali, determinata dalla mancanza di un’adeguata legislazione a loro tutela, spinge i partner a vivere quotidianamente un rapporto di rispetto e di comprensione l’uno per l’altro. Se non esistesse un modello
maschilista predominante, questo comportamento dovrebbe riguardare anche la totalità delle coppie eterosessuali. E le donne vivrebbero affrancate dal ruolo subalterno che rivestono nella società italiana.
[...]Le persone gay incontrate per tradimento intendono il rapporto al di fuori della coppia cercato con premeditazione. Non rientra in questa categoria il sesso praticato con altri che nasce dalla casualità, che non coinvolge i sentimenti, o che è stato concordato all’interno della coppia stessa. Non è considerato tradimento perché la relazione con l’altro coinvolge solo il corpo, dissociato dalla mente. Il sesso è rappresentato come scambio di emozioni corporali temporanee. E’ de-sacralizzato, depurato dai valori aggiunti dei significati sociali, culturali, religiosi. Il sesso assume la dimensione di attività fisica.
Tratto da "Le molteplici declinazioni dei comportamenti sessuali: La coppia gay nel panorama socio-culturale italiano" di Paolo Arienti per Brianza Popolare, 04 aprile 2004, link
Estratto da una mia mail, verso un amico che giustamente mi ha fatto notare che tanto è uguale chi va su, però io ci son rimasto male comunque...
Per la politica, non è che contavo vincesse qualcuno in particolare, che come dici tu è appunto uguale, ma il fatto che ad esempio qui in Nordica una grossa fetta abbia votato la lega mi raggela il sangue, perchè vuol pure dire che molta gente è "un pò" chiusa di mente, e tu dirai "chissenefrega" e infatti anch'io sono del tuo stesso avviso(mai fregato nulla di cosa gli altri pensassero, basta che non mi rompessero i cojons), però con il fatto che sono "dell'altra sponda" e pure orgoglioso a prescindere(di me stesso e di ciò che sono, quindi aldilà della tendenza sessuale), il fatto che esistano persone che mi potrebbero discriminare e che magari vengano pure legittimate a fare ciò, mi fa incazzare come una iena! Perchè, se almeno prima potevo "sognare" o "sperare" in un futuro nel quale io, da persona innamorata, potessi andarmene in giro anche semplicemente, per dire una stronzata, mano a mano con il mio partner, oppure scambiarmi anche un bacetto con lo stesso in un bar o in un qualsivoglia luogo pubblico, ora ho chiaro che non si farà manco dei piccoli passi in quella direzione e che anzi si sta tornando(esagero?^^) indietro ai tempi del fascismo!(cioè... voglio dire... con il nano malefico, oltre a Bossi, c'è Fini e la Mussolini... non è che sia proprio una bellissima compagnia...)
Quel che mi capita girando a casaccio sulla rete è quello di scoprire o riscoprire uno dei tanti imbrogli italiani a danno dei cittadini. In particolare ciò che è accaduto con il sito Italia.it che in brevis era stato lanciato per rinnovare e rinvigorire l'immagine del Bel Paese agli occhi del turista(sia esso straniero che autoctono). Tra le ideuzze c'era pure quello di rendere on-line un servizio di prenotazione altamente tecnologico e comodo: riuscite a immagine un portale con la possibilità di mettervi in contatto con tutti gli alberghi, ristoranti e quant'altro per prenotare le vostre vacanze in giro per la magica Italia? A livello immaginifico forse sì, ma a livello pratico la vedo un pò dura, per non parlare delle ripercussioni possibili su quelle agenzie di viaggi che campano proponendo già tale servizio... Ad ogni modo, saltando una noiosa e solita denuncia sugli sprechi dei nostri contributi(ah, già! Per questo progetto lo Stato italiano ha stanziato finora 20 milioni di euro, ma è addirittura arrivata a preventivarne un cinquantino... e siamo stati fortunati, perchè agli inizi erano 150), avvertendo soltando che il tal sito ha chiuso i battenti dopo aver alzato un discreto polverone(ovviamente solo sussurrato dalla tv... come spiegare tali milioni per un cazzutissimo sito? e gli strani collegamenti tra politici e appaltatori?), vi rimando ad un divertente viaggio virtuale, sull'ormai defunto sito, ad opera di utente armato di buona volontà e tanta pazienza.
Ho finito da due giorni il tomo della storia contemporanea, da cui l'unica cosa chiara è che gli Stati fino all'ultimo decennio hanno pensato al lucro della propria Nazione, che il popolo per farsi sentire deve manifestare violentemente, che le istituzioni nella norma sopprimono le contestazioni con le forze armate(ma non dovevano proteggergi? che illuso!). Mentre invece, dal 2000 in poi, l'Italia è diventato assenzialista per tutti i popoli fuori mano e bisognosi, mentre gli altri si accontentano di dare qualche colpetto ai territori poco democratici con la scusa di tutelare la sicurezza mondiale. Insomma, un Paese non può grattarsi il culo e scoraggiare senza infastidire il vicino a 800Km di distanza! Quello che più mi ha stupito è la totale assenza della Chiesa.. voglio dire, neppure un minimo accenno agli interventi fatti? Neanche quando ha portato l'opinione pubblica a boicottare referendum e quant'altro? Voglio dire, non credo che sia qualcosa da relegare a "storia della Chiesa" e per tutte le decadi passate è stato menzionato le principali azioni interventiste da questo "strano" istituto religioso, ma dagli anni '90 in poi per il mio fottuto libro la Chiesa scompare, ridotta a macchietta. E penso al Family Day, agli incentivi alle scuole private, sulla concezione di famiglia in mutamento nel XX° secolo su cui si basa l'intera Costituzione e l'apparato statale(è per questo ch'è importante discuterne, per questo le "famiglie diverse" si stanno battendo)... Per fortuna che c'è La Sapienza, politicamente scorretta, con i suoi docenti e gli studenti viziati, senza i quali, per l'ennesima volta, non si verrebbe ascoltati, anche se purtroppo il controllo mediatico farà passare tutto nel giro di una ventina di minuti e che per l'ennesima volta il profondo indottrinamento italiano di non belligeranza, perchè costa fatica e non voglio creare troppo disturbo(stile hobbit), porterà al solito quietismo... evviva l'Italia!
Il Family Day e l'ipocrisia che l'accompagna ha prodotto la riesumazione di alcune informazioni e pure una specie di marcia contro la sua istituzione. Non ero in piazza a Navona, ma sono convinto che in molti ci sarebbero voluti andare, almeno per rimarcare ulteriormente il loro dissenso a quello che è stata la manifestazione programmata e pubblicizzata dalla Chiesa.
Chi avesse ancora un briciolo di fiducia nell'istituzione ecclesiastica, sconsiglio la visione di questo video, se vuole continuare a stare ben lontano da certe verità scomode. Personalmente, da cristiano, queste notizie mi fanno stare male, mi sento attanagliato da nausea e da un senso di impotenza tale da bloccare totalmente ogni pensiero. In me non vi è rabbia nei confronti della Chiesa, semmai una grande delusione e la volontà di cambiare le cose.Da quando sono nato ho creduto in Dio, vi è stato pure un periodo di ateismo durato quasi un anno e mezzo(una vera e propria crisi mistica), è vero, ma dentro ho sempre sentito che in qualche modo vi sia nella vita di ognuno un senso, un motivo per cui veniamo in contatto con certe realtà e con certe persone; continuo a credere di essere venuto al mondo con la preziosa possibilità di mettermi in relazione con le persone, con altri uomini e donne simili e dissimili da me(ma pur sempre uomini e donne), per un qualche preciso motivo. Io credo che questo senso sia qualcosa legato a ciò che ognuno, nella sua unicità, possa donare all'altro; che sia questa unicità, propria di ogni individuo, ad essere la ricchezza di ognuno a cui ogni altro può accingere ed apprezzare. Se c'è un senso per il quale io sono vivo è perchè c'è in me qualcosa da donare agli altri, c'è qualcosa che posso fare per gli altri. Questa "cosa" da donare e che compie(che mi fa fare) ciò che faccio, è esattamente la mia unicità, l'unicità di tutti.Chissà se son riuscito finora a comunicare qualcosa di tutto ciò...
Il seguente articolo, tagliuzzato dal sottoscritto, è di Gianluigi Melesi: tratta di politica e promesse fatte.
"Come si vede dai FATTI la deputata Guadagno, (vedi Vendola, stessa storia prima: si fa eleggere, poi fa la comunione con Ruini dal Papa) non era neanche stata eletta da un mese e aveva già scartato la legge di Grillini, la quale almeno un anno in commissioni aveva pur passato; il tutto per arrivare dopo un anno e passa ai DICO, un aborto creato e scaricato subito dopo aver votato CON IL VOTO DI LUXURIA, una finanziaria in cui la sinistra re-introduce una imposta di successione solo sulle coppie non sposate (cioè sui gay, gli altri volendo si sposano), tale da obbligare una coppia gay che vive in un bilocale da 200.000 euro (con mutuo ancora da pagare in 25 anni, si intende, e magari di operai da 1120 euro al mese), in caso di morte di uno dei due, a vendere la casa per pagare l'imposta di successione (15% circa tra imposte e tasse di registro) cioè 30.000 euro che nessuno ha in banca oggigiorno!
O Luxuria non è più di colpo comunista o visto i soldi che guadagna si è dimenticata di chi vive con 1000 euro al mese?
[...]
Prima l'Ulivo promette i pacs a seguito dei congressi 2005 (dei DS); a
settembre Prodi fa sparire i pacs dalla piattaforma delle primarie, ma essi tornano subito dopo in una lettera a Grillini con promessa SACROSANTA alla vigilia delle primarie. Tanti milioni di cittadini vanno a votare Prodi alle primarie sulla base di quella lettera (coglioni, come il sottoscritto evidentemente), ma passata la festa a voti presi e a santo gabbato, a febbraio i pacs spariscono dal programma. Compaiono alcune righe in politichese che non vengono sottoscritte da Mastella, pur non contenendo UN DIRITTO alcuno.
[...]
D: A distanza di un anno qual è il bilancio?
R: A Giugno 2006 il centrosinistra accantona la proposta di legge di
Grillini già discussa in tutto il 2005 nelle varie commissioni ricominciando tutto da capo. Nel frattempo nell’estate 2006 avvengono stupri di lesbiche e il ministro dell'Interno Amato promette a settembre "subito una legge", poiché la violenza contro gli omosessuali in quanto tale non prevede nessuna aggravante, non fa parte della legge attuale sulle violenze motivate da odio discriminatorio. Siamo nel maggio 2007 e non è stata mai neanche proposta. In finanziaria viene reintrodotta la tassa sul celibato, ops, di successione solo sui gay, solo sui non-sposati, dal primo centesimo di valore della casa, senza franchigie e senza tener conto del reddito dei proprietari, mentre le coppie sposate riccone con case da un milione di euro per erede sono esentati (ville al mare comprese). Il tutto con i voti DETERMINANTI dei senatori della sinistra, Rifondazione comunista compresa e alla Camera di Luxuria. A novembre viene strapromessa una legge che compensi questa discriminazione reintrodotta dalla sinistra, (la destra l'aveva abolita); a gennaio la legge non viene presentata, viene presentata una schifezza denominata DICO che è finanche peggiorativa in alcuni punti (vedi il subentro nei contratti di affitto) della giurisprudenza delle sentenze, e che non contempera la maggior parte dei diritti o prevede convivenze tipo Mammuth della preistoria ritrovati da Archeologi germanici. Lo stesso governo che la presenta, la stessa maggioranza, le stesse associazioni gay, tutti scaricano questa schifezza, in parlamento il governo cade sulla politica estera (l'unica cosa che interessa la sinistra radicale, sui diritti civili mai approvati stiamo sicuri che non lo faranno mai cadere il governo!)."
Dato che non riesco a farlo piccolino e a introdurlo perennemente tra le colonne(causa mia incapacità con il linguaggio e formattazione dell'immagine origine), lo butto su qua:
Stufo da mesi della propaganda verbale(leggasi i capi del bar e company) e illustrativo(una marea di carta straccia che inzozza chilometri e chilomeri di pareti a BellaVista) contro l'attuale governo, nelle mie ricerche sui video di U-Tube, la provvidenza mi ha fatto guardare questi video: UNODUETRE .
Guardateli, per piacere. Anzi, ai miei pochissimi lettori, vi vorrei obbligare; so che comunque non siete tanti, dato che, seppure il counter mi indica una decina di visitatori al giorno(e a me già sembra un numero esagerato), so benissimo che la metà deriva da me medesimo e l'altra metà probabilmente da persone a cui è scivolato per sbaglio il puntatore del mouse sul link di qualche blogger caritatevole, però è importante.
Mentre guardavo questa intervista mi si è accapponata la pelle(non scherzo) e più volte mi si sono inumditi gli occhi dalla tristezza(ancora: non scherzo). Vi vorrei far riflettere su ciò che accade ora, sulla visione attuale che abbiamo della nostra politica e di quanto questo documento dovrebbe tornare a fare il giro sulle nostre reti. Pensate a come ci viene presentato l'attuale governo, pensate a come non ci viene presentato il nano cavallerizzo, guardatevi in giro e tremate per le prossime elezioni... a volte ritornano...
Se poi avete anche più di un ora e mezza di tempo guardatevi anche questo
Siamo completamente favorevoli al matrimonio tra cattolici
Ci pare un'ingiustizia e un errore cercare di impedirlo. Il cattolicesimo non è una malattia. I cattolici, nonostante a molti non piacciano o possano sembrare strani, sono persone normali e devono possedere gli stessi diritti della maggioranza, come fossero - per esempio - gli informatici o gli omosessuali.
Siamo coscienti che molti comportamenti e aspetti del carattere delle persone cattoliche - come la loro attitudine a patologizzare il sesso - possono sembrarci strani. Sappiamo che inoltre a volte potrebbero emergere questioni di salute pubblica, come il loro pericoloso e deliberato rifiuto dei preservativi. Sappiamo anche che molti dei loro costumi, come l'esibizione pubblica di immagini di torturati, può dare fastidio a molti.
Però questo, oltre che essere più un'immagine mediatica che una realtà, non è una buona ragione per impedire l'esercizio del matrimonio.
Alcuni potrebbero argomentare che un matrimonio tra cattolici non è un vero matrimonio, perché per loro si tratta di un rito e di un precetto religioso assunto davanti a Dio, anziché di una unione tra due persone.
Inoltre, dato che i figli nati fuori dal matrimonio sono pesantemente condannati dalla Chiesa, qualcuno potrebbe considerare che permettere ai cattolici di sposarsi incrementerà il numero di matrimoni per via di "quello che la gente mormora" o per la semplice ricerca di sesso (proibito dalla loro religione fuori dal matrimonio), andando così ad aumentare i casi di violenza familiare e famiglie problematiche.
D'altra parte bisogna ricordare che questo non riguarda solo le famiglie cattoliche e che - dato che non possiamo metterci nella testa degli altri - non possiamo giudicare le loro motivazioni.
Infine, dire che non si dovrebbe chiamarlo matrimonio, ma in un'altra maniera, non è che una forma, invero un po' meschina, di sviare il problema su questioni semantiche, del tutto fuori luogo. Anche se tra i cattolici un matrimonio è un matrimonio e una famiglia è una famiglia!
E con questa allusione alla famiglia, passiamo all'altro tema incandescente, che speriamo non sia troppo radicale: siamo favorevoli al fatto che i cattolici adottino bambini.
Qualcuno si potrà scandalizzare. E' probabile che si risponda con un'affermazione del tipo "Cattolici che adottano bambini?? I bambini potrebbero a loro volta diventare cattolici!"
A fronte di queste critiche, possiamo rispondere che è ben vero che i bambini figli di cattolici hanno molte chances di diventare a loro volta cattolici (a differenza degli omosessuali o degli informatici), ma abbiamo già detto che i cattolici sono gente come tutti gli altri.
Nonostante le opinioni di qualcuno e alcuni indizi, non ci sono tuttavia prove che dimostrino che i genitori cattolici siano meno preparati di altri a educare dei figli, né che l'ambiente religiosamente orientato di una casa cattolica abbia un'influenza negativa sul bambino. Inoltre i tribunali per i minori esprimono pareri sulle singole situazioni, ed è precisamente il loro compito determinare l'idoneità dei possibili genitori adottivi.
In definitiva, nonostante le opinioni di alcuni settori, crediamo che bisognerebbe permettere anche ai cattolici di sposarsi e adottare dei bambini.
Venerdì notte i miei capi mi hanno comunicato che il giorno dopo non avrei lavorato e in pochi secondi avevo realizzato di poter andare a partecipare al Gay Pride. A Blogger aveveo già detto che non se ne faceva niente e invece il giorno dopo alle dieci del mattino(dormendo pressappoco 3 ore e mezza) ero ad organizzare la mia partenza per MagicTown. Treno alle 11 e venti, esco di casa venti minuti prima... di regola il tempo che impiego a raggiungere la stazione è molto più di dieci minuti, e già passando vicino all'università avevo visto sfrecciarmi via tre autobus, ma giunto alla fermata la mia fortuna ha voluto ammiccarmi facendone passare un ennesimo. In stazione c'era la folla e mancavano solo 5 minuti alla partenza, dall'alto suona il campanello della signorina Avvisi: "Il treno in partenza per ModelLand(città in cui avevo la coincidenza per MagicTown) subirà un ritardo di dieci minuti": evvai! Alla fine il ritardo era di 50 minuti, e già mi vedevo correre in giro per poi perdermi il Gay Pride, fortunatamente in stazione e sul mio binario stava passando un Eurostar: mi sono infiltrato in un gruppo di protestanti per il ritardo dei treni riuscendo a convincere il capo treno a farci salire senza pagare alcun supplemento. Arrivato a ModelLand avrei aspettato un altra mezz'ora a causa dell'ennesimo ritardo: in quei frangenti ho pensato che le ferrovie dello Stato stessero tentando un boicottaggio nei miei confronti. In totale avevo passato, tra stazioni e treni, ben quattro ore e mezza fumando solo due sigarette: un record! 16 e 30 scendo a MagicTown, una manciata di sms spesi con Blogger ci hanno fatto incontrare nel cuore della manifestazione, ancora ferma nei preparativi della partenza, ad aspettare la fiumana di gente che non smetteva di aggiungersi alla folla già presente. Blogger mi ha presentato all'organizzatore dell'evento per quanto riguardava la sua città e gentilissimamente mi ha accordato un passaggio per il ritorno(completamente "a scrocco": leggasi "aggratis") così non mi sarei costretto a pigliare il treno delle dieci e abbandonare a metà l'intera giornate al Pride. Ho letto sui giornali che si pronosticavano 20mila persone, ma lì eravamo almeno 4 volte tanto! Basta guardare qualche foto panoramica per rendersene conto(io ovviamente avevo dimenticato la mia digitale in appartamento..). Per la prima volta il radar aveva perso la direzione e continuava a girare all'impazzata: circondato completamente da gay, non mi sentivo sfrontato a comportarmi come al solito, senza occhi puntati addosso se non per la mia completa normalità(non di omosessuale, ma di persona). E il bello è stato "sfilare". Una passeggiata lenta, ma chiassosa e divertente; con gli spettatori, famigliole e fidanzatini, oltre che studenti e lavoratori, in compagnia o da soli, a guardare senza disprezzo o qualche sorta di timore e sospetto, ma con meraviglia e partecipazione. I carri-camion sparavano la musica a tutto volume(le canzoni le sapevo tutte!) mentre la gente sopra, attorno e per strada, ballava e urlava eccitata. Ricorderò sempre la casalinga sul balcone, con la vestaglia a fiori coloratissimi, che sorrideva entusiasta muovendosi e battendo le mani a ritmo della disco-dance. In piazza il festeggiamento è continuato sul palco, con la solita carrelata di personaggi politici, ma in pochi credo ci abbiano badato molto, mancavano ancora molti carri all'appello, e più gente scendeva da questi, e molti di più ne arrivavano poco dietro. Blogger doveva trovarsi con una coppia di ragazze sue amiche e assieme siamo andati al Museo del Cinema. Mi è piaciiuto il fatto che ovunque andassi non perdessi la sensazione di essere ancora dentro al Pride, nonostantre ormai ce ne fossimo allontanati. Alle undici ci siamo incontrati con gli altri per spostarci in discoteca. Non ci siamo andati alla fine, o almeno non io, Blogger e le sue amiche. Meglio così! La coda era interminabile, e sinceramente non ero allettato dal far stancare ulteriormente i miei piedi e le mie orecchie in un luogo rinchiuso e colmo di carne una attacata all'altra. Abbiamo ripiegato sulla piazza di MagicTown: era strano vederla svuotata dalla folla, come se fosse la prima volta che ci mettevo piede, letteralmente trasformata, dal buio della notte e dai fari che picchiavano sui palazzi come luci puntate sulle stelle del cinema. Ho parlato a lungo con Blogger e mi piacciono i viaggi introspettivi che compiamo ogni volta, anche se magari non troviamo la risoluzione definitiva alla nostra vita, perchè va semplicemente vissuta, è piacevole sentire di star comunicando con qualcuno che, o perlomeno si sforza, di comprenderti. Una giornata, quella di ieri, che ancora non mi lascia, ne ho ancora tutto il sapore nella bocca, nei sensi delle mani e dei piedi, e in tutto il corpo indolenzito per le poche ore dormite e la fatica di contenere tutto quell'eccitamento. Per un momento si è pure provata un pò di paura quando il nostro autista si è "distratto" andando a grattare lungo tutta la fiancata del pulman contro il guard reil(ma si scirve così?), ma è una bazzecola rispetto a tutte le altre sensazioni provate prima e dopo. Ho il sospetto che manchino ancora pochi anni perchè ogni giorno sia un Gay Pride nelle vie delle città italiane...
A proposito, il counter ormonale installato nel mio sistema biologico è stato azzerato da qualcuno...